«Chiedo nuovamente che si fermi subito la barbarie della guerra e che si raggiunga una risoluzione pacifica del conflitto». Lo ha detto all’Angelus
papa Leone XIV sulla situazione del Medio Oriente e di Gaza e dopo «l’attacco militare» alla parrocchia della sacra Famiglia a Gaza City. «Alla comunità internazionale – il suo appello – rivolgo l’appello a osservare il diritto umanitario e a rispettare l’obbligo di tutela dei civili nonchè il divieto di punizione collettiva di uso indiscriminato della forza e lo spostamento forzato della popolazione». Ma ecco cosa ha detto il Pontefice: “Chiedo nuovamente che si fermi subito la barbarie della guerra e che si raggiunga una risoluzione pacifica del conflitto. Profondo dolore per l’attacco dell’esercito israeliano contro la Parrocchia cattolica della Sacra Famiglia in Gaza City”. Il Papa ha ricordato che l’azione militare “ha causato la morte di tre cristiani e il grave ferimento di altri”, pregando “per le vittime, Saad Issa Kostandi Salameh, Foumia Issa Latif Ayyad, Najwa Ibrahim Latif Abu Daoud”, e manifestando vicinanza “ai loro familiari e a tutti i parrocchiani”. Ha quindi rivolto un appello “a osservare il diritto umanitario e a rispettare l’obbligo di tutela dei civili, nonché il divieto di punizione collettiva, di uso indiscriminato della forza e di spostamento forzato della popolazione”. Ai cristiani del Medio Oriente ha detto: “Siete nel cuore del Papa e di tutta la Chiesa. Grazie per la vostra testimonianza di fede”. Poco prima aveva ricordato la celebrazione della messa nella Cattedrale di Albano, definendola “un momento significativo di comunione ecclesiale e di incontro con la Comunità diocesana”. Infine, i saluti ai pellegrini presenti, “a tutti quelli che hanno lavorato per organizzare questa bellissima celebrazione” e l’augurio: “Desidero ringraziare tutti voi per l’accoglienza e a tutti auguro una buona domenica”. Ma le parole del Papa non arrivano alle orecchie dei governanti di Israele e a Gaza muoiono altri 73 palestinesi, mentre facevano la fila per il cibo. 67 delle vittime sono state uccise dal fuoco dei militari, ormai criminali non possono ch essere definiti che criminali, mentre attendevano i camion degli aiuti umanitari delle Nazioni Unite in arrivo attraverso il valico di Zikim.
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