Il Premier israeliano ha il mal di pancia, probabilmente ha mangiato del cibo avariato e tutto questo ha permesso al capo pro-tempore di Israele di evitare, ancora una volta, il processo per corruzione al quale doveva testimoniare nelle prossime ore. Il premier israeliano si è sentito male la notte tra sabato e domenica, come riporta il Times of Israel, con ogni probabilità a causa di cibo avariato, accusando un forte mal di pancia. Così nelle scorse ore è stato assente nella riunione settimanale del governo e subito dopo l’ufficio del premier, 75 anni, ha diffuso un comunicato per spiegare che è malato e dovrà lavorare da casa nei prossimi tre giorni. Dopo essere stato visitato a casa da un medico, il suo stato clinico è stato dichiarato buono in seguito a ulteriori accertamenti. A Netanyahu sono stati forniti liquidi per via endovenosa a seguito della disidratazione. A causa del malore, Netanyahu non potrà presentarsi in tribunale per l’udienza del processo in cui è imputato con gravi accuse di corruzione. L’appuntamento era previsto per questa settimana, poco prima della pausa estiva della Knesset, il parlamento israeliano, che entrerà in vigore il 27 luglio. Il procedimento giudiziario riguarda presunti fondi illeciti provenienti dal Qatar, gestiti da due suoi stretti collaboratori, attualmente sotto inchiesta. Non è la prima volta che il premier, 75 anni, si trova ad affrontare problemi di salute: in passato è stato operato per un’ernia, ha un pacemaker e a dicembre ha subito l’asportazione della prostata. Tutto questo non ha però impedito la sua elezione e la sua ledership di Governo. Figura dominante nella politica israeliana da oltre vent’anni, Benjamin Netanyahu – noto anche come “Bibi” – è il capo di governo più longevo nella storia dello Stato ebraico. La sua prima elezione risale al 1996, e da allora ha attraversato diverse fasi di potere, alternando vittorie elettorali a periodi di opposizione. Tuttavia, il suo attuale mandato è segnato da profonde divisioni, legate soprattutto alla gestione della guerra in corso nella Striscia di Gaza, che prosegue da 21 mesi. Il conflitto è esploso dopo l’attacco del 7 ottobre da parte di Hamas, in cui 1.200 israeliani furono uccisi e oltre 200 presi in ostaggio. Israele ha risposto con una durissima offensiva militare, che ha causato più di 58.000 morti a Gaza, metà dei quali civili.
