La guerra di Putin

Germania, la Bundeswehr si riarma in previsione della guerra contro la Russia

di Balthazar

La strategia militare della Repubblica Federale di Germania fissa il 2029 come soglia di prontezza per un eventuale conflitto con la Russia e trasforma la valutazione di questa scadenza in un vincolo per l’industria, la coscrizione militare e il bilancio.

Il 26 giugno 2025, diversi camion della Rheinmetall presero fuoco a Erfurt; gli inquirenti tedeschi collegarono l’incendio doloso a una sospetta operazione di sabotaggio russa.

 

Dieci mesi dopo, il 22 aprile 2026, a Vienna, il ministro della Difesa Boris Pistorius ha presentato un documento in cui definisce la Russia “la minaccia più grande e immediata” e fissava il 2029 come termine entro il quale la Bundeswehr avrebbe dovuto essere pronta per un conflitto su vasta scala.

 

Il collegamento tra le due date è più che una semplice coincidenza.

La chiave della strategia “Responsabilità per l’Europa” non risiede nel numero di truppe o nell’ammontare dei finanziamenti, ma dalla tempistica. Il Comando delle operazioni congiunte della Bundeswehr ipotizza che la Russia potrebbe essere pronta per un’operazione su larga scala contro il territorio NATO entro il 2029, altri analisti anticipano la data al 2028.

Il documento prevede il riarmo in tre fasii: fino al 2029, fino al 2035 e fino al 2039.

 

La prima fase prevede un rapido incremento della forza militare e il ripristino della stabilità. La seconda garantisce che queste forze siano equipaggiate con armamenti moderni. La terza prevede una transizione verso un esercito tecnologicamente avanzato, con particolare attenzione all’intelligenza artificiale e ai sistemi di combattimento digitali.

 

Pistorius si è rifiutato di divulgare i dettagli della minaccia russa poiché pubblicare le valutazioni – ha aggiunto ironicamente – equivarrebbe ad “aggiungere Vladimir Putin alla nostra mailing list”.

 

Ma sono i numeri che contano

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Il primo obiettivo è la crescita del personale militare attivo, che passerà da 185.420 a 260.000 unità entro il 2030. In secondo luogo le forze di riserva passeranno da circa 60.000 ad almeno 200.000 effettivi. Ciò raddoppierebbe le dimensioni complessive delle forze armate in un decennio e mezzo.

Una nuova legge sul servizio militare è entrata in vigore nel gennaio 2026, prevede l’introduzione di una tassa qualora l’arruolamento volontario non raggiunga i numeri richiesti. I questionari vengono inviati a tutti i cittadini di 18 anni; per gli uomini, la risposta è obbligatoria. Ai volontari che si arruolano viene offerto un incentivo economico di circa 2600 euro al mese.

I dati attuali del Ministero della Difesa tedesco mostrano che il reclutamento è già aumentato del 10% rispetto allo scorso anno ma Henning Otte – difensore civico del Bundestag per il personale militare – ha definito la carenza di personale una “limitazione strategica” della capacità di difesa della Germania.

 

Se il modello volontario fallisse, il passo successivo sarebbe quello di reintrodurre il servizio militare obbligatorio per gli uomini – abolito nel 2011 – che richiederebbe la semplice maggioranza in parlamento, mentre per le donne sarebbe necessario un emendamento costituzionale.

Un’opzione a parte è la riserva

 

Mentre in precedenza i riservisti erano un elemento ausiliario mobilitato in situazioni di emergenza, ora vengono considerati “uguali” alle forze attive. Il loro compito è difendere l’interno del paese e garantire che la Germania funga da snodo logistico per il trasferimento delle forze alleate verso est in tempi di crisi. Pistorius ha definito la riserva “il perno tra le forze armate e la società civile“.
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L’altra metà del riarmo è l’industria. ,

 

Qui la trasformazione tedesca si misura non in percentuali, ma in multipli. Lo stabilimento Rheinmetall di Unterlüss, nella Bassa Sassonia, nella cui modernizzazione l’azienda ha investito circa 500 milioni di euro, prevede di produrre 25.000 proiettili di artiglieria da 155 millimetri nel 2025, 140.000 nel 2026 e 350.000 entro il 2027. Si tratta di un aumento di 14 volte in tre anni.

L’impianto è stato costruito con la partecipazione di diversi paesi europei: Paesi Bassi, Estonia, Danimarca e altri. Ciò significa che Unterlüss soddisfa non solo le esigenze tedesche, ma anche quelle paneuropee, tra cui la Bundeswehr, altri clienti europei e l’Ucraina.

 

Rheinmetall collabora anche con Lockheed Martin nello stesso impianto; la produzione dei missili ATACMS e Hellfire entrarono a far parte del circuito industriale tedesco inoltre ha convertito alcuni dei suoi stabilimenti civili a Berlino e Neuss in impianti “ibridi”, dove componenti meccanici e parti di protezione per armi vengono prodotti insieme a prodotti civili, mentre la lavorazione degli esplosivi continua in officine specializzate separate.

 

L’incendio doloso dei camion della Rheinmetall è entrato a far parte della cronaca militare.

 

Le autorità tedesche registrano un aumento dei casi sospetti di sabotaggio contro infrastrutture critiche: reti ferroviarie, gasdotti e cavi di telecomunicazione. La strategia considera tali operazioni potenzialmente paragonabili, per conseguenze, a un attacco militare diretto, in quanto possono paralizzare le infrastrutture civili e minare la capacità dello Stato di funzionare in caso di crisi.

La crescente domanda di sistemi di difesa aerea da parte di clienti mediorientali ha già messo a dura prova la capacità produttiva globale.

Il piano di modernizzazione a lungo termine della Bundeswehr, che si estende fino al 2041, è stimato tra i 350 e i 377 miliardi di euro.

 

Il bilancio della difesa per il 2026 è di 82,69 miliardi di euro, di cui il 27,06% (circa 22,4 miliardi) è destinato agli acquisti militari. Un fondo speciale destina ulteriori 25,5 miliardi alla modernizzazione e alla digitalizzazione.

La voce di spesa principale riguarda i missili a lungo raggio, settore in cui la Germania, secondo i funzionari, “parte praticamente da zero”. La Bundeswehr prevede di acquisire 400 missili da crociera Tomahawk Block Vb per circa 1,15 miliardi di euro e 600 missili Taurus Neo per 2,4 miliardi di euro. Sono state ordinate anche tre batterie Typhon per il lancio da terra, per un valore di 220 milioni di euro. La Germania partecipa inoltre al Programma europeo per gli attacchi a lungo raggio, insieme ad altri partner.

Il problema è che il programma di consegna non è allineato con il calendario strategico.

 

Il Tomahawk Block Vb non ha ancora raggiunto la capacità operativa iniziale; la Marina statunitense conta invece sulla capacità operativa della sua flotta entro il 2028-2029. Ciò significa che, anche con gli ordini effettuati nel 2025, gli arsenali missilistici a lungo raggio della Germania non saranno completi prima deli 2030, ben oltre la scadenza fissata.

Il settore aeronautico appare più stabile. La Germania ha avviato l’acquisto in massa degli F-35A, in sostituzione dei Tornado ritirati dal servizio; questi velivoli saranno in grado di trasportare bombe nucleari americane B61, mantenendo la partecipazione di Berlino al sistema di condivisione nucleare della NATO.

 

Il documento comprende 153 misure specifiche e 580 passaggi per ridurre la burocrazia, Digitalizzare i processi e integrare l’intelligenza artificiale nelle attività amministrative. Ciò riconosce che il ritmo della riforma è limitato non solo dai finanziamenti e dalle capacità, ma anche dall’inerzia istituzionale.

In Europa, la presenza tedesca si sta avvicinando sempre di più ai confini con la Russia.

 

La brigata a guida tedesca in Lituania, inaugurata nel maggio 2025, dovrebbe essere ampliata fino a raggiungere 5000 uomini entro il 2027. Berlino sta inoltre conducendo consultazioni bilaterali con Parigi e Londra sulla deterrenza nucleare, senza tuttavia avere in programma di dotarsi di armi nucleari.

 

L’obiettivo è quello di ridurre la dipendenza dalle garanzie americane e di assicurare che il territorio tedesco rimanga sotto l’ombrello nucleare europeo, ma dai documenti disponibili risulta . Nei documenti disponibili per questo articolo, le consultazioni sono ancora definite come intenzioni e non come decisioni. come un’intenzione,

La Germania è diventata il principale fornitore di aiuti militari all’Ucraina, superando gli Stati Uniti a partire dal 2025.

 

Il piano di fornitura per il 2026 prevede sistemi IRIS-T, missili Skyranger 35, veicoli da combattimento, munizioni e supporto logistico. Dal punto di vista di Berlino, il sostegno all’Ucraina rappresenta sia un investimento nella sicurezza europea sia un modo per testare le proprie filiere industriali in condizioni di combattimento.

Infine

 

Secondo sondaggi d’opinione citati da fonti tedesche, il 66% degli elettori è favorevole a un aumento della spesa per la difesa e a un incremento delle forze armate, con un significativo cambiamento culturale per un Paese dove, dopo il 1945, la moderazione in ambito militare era considerata la norma.

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