Politica

Il centrodestra è di nuovo in guerra con la magistratura

di Fabiana D’Eramo

 

Accerchiati, sotto attacco. È un assedio, come con Berlusconi. La magistratura vuole fare l’opposizione al governo. Lo dice Giorgia Meloni. O lo dice quella velina di Palazzo Chigi, affidata a fonti anonime, che ha attaccato la magistratura, colpevole di voler fare politica sulla pelle della ministra Santanchè e del sottosegretario Delmastro. Ora ci si mette anche il caso del figlio di Ignazio La Russa. Deve essere un complotto.

“È lecito domandarsi se una fascia della magistratura abbia scelto di inaugurare anzitempo la campagna elettorale per le elezioni europee”, scrive la fonte anonima, che per la premier significa che stiamo già rivivendo tempi berlusconiani, neanche il tempo di sotterrare il morto. Con la differenza che l’ex presidente del Consiglio fu indagato in decine di inchieste avviate, tra l’altro, per corruzione, mafia e prostituzione minorile. Il tutto a dare man forte a un’opposizione di sinistra con almeno dieci grammi di fegato in più dell’attuale. Qui invece si parla di un’indagine a carico di un ministro che non paga i suoi dipendenti, e di un sottosegretario alla Giustizia che non saprebbe distinguere un documento riservato da uno pubblico. Tanto basta per raccontare che sia in atto un complotto contro il governo da parte dei magistrati.

E dunque è legittima l’accelerata sulla riforma della Giustizia voluta dal ministro Nordio. La riforma mira proprio ad “eliminare questa anomalia” – ossia “l’ennesima comunicazione a mezzo stampa di un atto che dovrebbe rimanere riservato” – e questo per tutelare “l’onore di ogni cittadino presunto innocente sino a condanna definitiva”. Così ha deciso di reagire il governo agli ultimi eventi.

Sul caso Santanchè, nei confronti della quale è aperta un’indagine per bancarotta e falso in bilancio sulle sue società, la premier lamenta che la notizia che fosse indagata sia stata diffusa proprio nel giorno dell’informativa in Senato, anche se l’inchiesta andava avanti probabilmente da settembre. La ministra era indagata dallo scorso 5 ottobre. Che nel frattempo non avesse avuto informazione della sua condizione giudiziaria è da vedere, così come se abbia commesso o meno i reati, e scoprirlo è compito solo degli uffici giudiziari di Milano. Sarà invece interesse della politica valutare quanto è motivo di vanto per un governo avere una ministra del Turismo che non paga le liquidazioni ai suoi dipendenti e che mentre contestava le politiche anti covid ha percepito oltre due milioni di aiuti proprio grazie a quello stato di emergenza a cui si opponeva – aiuti che poi non ha nemmeno usato per garantire i diritti dei suoi dipendenti.

Ma è politica anche la questione di Delmastro. Indagato per rivelazione di segreto d’ufficio in relazione al caso Cospito, dopo aver consegnato al deputato FdI delle carte segrete prese al ministero della Giustizia, si difende dicendo che proprio non sapeva fossero inutilizzabili. Fosse vero, e di lavoro fa l’avvocato, è da vedere quanto possa essere utile al governo, vista la carica che ricopre. Comunque di penalmente rilevante c’è poco, anche se Delmastro non è un semplice indagato, come Santanchè, ma un formale imputato di cui verrà richiesto il rinvio a giudizio. Ma più della responsabilità penale interessano i toni del dibattito parlamentare, per cui ogni relazione istituzionale è una lotta e i progetti di riforma operazioni militari speciali.

Si aggiunge a questi giorni di tensione tra politica e giustizia anche la notizia che il diciannovenne Leonardo Apache La Russa è stato denunciato da una ragazza per violenza sessuale. Il padre, presidente del Senato, momentaneamente anche avvocato, è certo che il figlio non abbia commesso alcun reato, e lo assolve, “dopo averlo a lungo interrogato”, e comunque che attendibilità può avere, dice, una che denuncia dopo quaranta giorni e che tra l’altro aveva consumato cocaina prima di incontrare il figlio? Che attendibilità può avere, allora, non un padre qualunque ma la seconda carica della Stato, che incolpa una donna che ha denunciato una violenza sessuale?

Comunque in questa progressione Santanchè-Delmastro-La Russa, per Giorgia Meloni è chiaro che c’è un piano della magistratura contro Fratelli d’Italia, e cioè contro di lei. Massimo garantismo, sarà la missione. “Io non posso impedire che cerchino di farci cadere”, dichiara, “ma andremo avanti con le riforme perché le ritengo necessarie per il bene del Paese, a cominciare da quella della giustizia”.

In queste vicende il garantismo che c’entra?, commenta il presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, Giuseppe Santalucia: “Se si è garantisti dileggiando le istituzioni non possiamo guardare a questo ‘garantismo’ con rispetto. Non si può consegnare all’opinione pubblica l’idea che il magistrato abbia esercitato in maniera anomala un potere-dovere, che è garanzia di legalità.”

aggiornamento politica e giustizia ore 15.29

Related posts

Giorgia Meloni ora vuole l’Intergruppo con Lega e Forza Italia

Redazione Ore 12

Casa, Salvini: “Mi impegno per una sanatoria delle piccole irregolarità interne”

Redazione Ore 12

“La grande bugia dei 3 miliardi in più per la sanità”

Redazione Ore 12