– Le immagini satellitari scattate ieri mostrano un’apparente fuoriuscita di petrolio che copre circa 71 chilometri quadrati al largo dell’isola di Kharg (nella foto satellitare), il principale terminale di esportazione di greggio dell’Iran. Lo ha affermato Ami Daniel, amministratore delegato della società di intelligence marittima Windward AI. La chiazza è stata avvistata per la prima volta nelle immagini satellitari martedì. La fuoriuscita è avvenuta prima dell’ultima serie di attacchi statunitensi nella regione. L’isola di Kharg si trova all’altra estremità del Golfo rispetto allo Stretto di Hormuz, a centinaia di miglia di distanza. Ieri il Pentagono ha rifiutato di commentare se ci fossero stati recenti attacchi sull’isola di Kharg. Sebbene l’origine della fuoriuscita sia sconosciuta, probabilmente non verranno avviate operazioni di bonifica nelle acque dove Stati Uniti e Iran si sono scontrati, ha affermato Daniel. Nina Noelle, esperta di operazioni di crisi internazionali presso Greenpeace Germania, ha precisato che sembra improbabile che la fuoriuscita abbia un impatto sulla terraferma, sebbene possa comunque influenzare alcuni habitat marini sensibili.
Teheran, chiazza petrolio a Kharg colpa di navi europee
Un parlamentare iraniano ha respinto le accuse secondo cui Teheran avrebbe scaricato petrolio in mare vicino all’isola di Kharg, dopo che le immagini satellitari hanno mostrato grandi chiazze di petrolio intorno a questo importante snodo per l’esportazione. Jafar Pourkabgani, membro del parlamento in rappresentanza della provincia di Bushehr, ha affermato in un post sul social X che le chiazze di petrolio sono state causate da “residui di petrolio e acque di zavorra di scarto provenienti da petroliere europee” scaricate in mare. Riferendosi poi alle accuse riportate da Fox News secondo cui l’Iran avrebbe rilasciato petrolio perché i serbatoi di stoccaggio erano pieni, ha aggiunto: “Questa affermazione è falsa e fa parte dell’operazione psicologica del nemico”.
Red
