Israele festeggia: sono stati liberati alcuni ostaggi rapiti da Hamas il 7 ottobre scorso. Le forze speciali dell’Israel Defence Force (Idf) hanno recuperato 4 ostaggi israeliani vivi a Gaza: Noa Argamani, Shlomi Ziv, Almog Meir Jan e Andrey Kozlov. Tutti e quattro erano stati rapiti al rave Supernova nel deserto del Negev, nel sud di Israele. Proprio Argamani era diventata, suo malgrado, il simbolo di quel 7 ottobre. In un video era apparsa mentre veniva trascinata in moto dai terroristi di Hamas mentre urlava: “Non uccidetemi”. Argamani ha riabbracciato il padre e il video sta facendo già il giro del mondo. Ha anche ricevuto una telefonata dal presidente israeliano Benjamin Netanyahu: “Neppure per un minuto abbiamo smesso di pensare a te e non ci siamo arresi. Non so se ci hai creduto ma noi non ci siamo arresi”. Secondo quanto riferito dai quotidiani, le forze speciali israeliane hanno fatto irruzione simultaneamente in due siti di Hamas nel campo di Nuseirat al centro di Gaza. Secondo fonti mediche di Hamas i raid hanno provocato 200 vittime tra i palestinesi. “Gli ostaggi – hanno detto in una nota congiunta Shin Bet e Idf – sono stati salvati dallo Shin Bet e dai combattenti dell’esercito da due luoghi diversi durante l’operazione nel cuore di Nuseirat. Le loro condizioni mediche sono normali e sono stati trasferiti al Centro medico Sheba-Tel Hashomer per ulteriori esami medici. Le forze di sicurezza continuano ad agire con tutti gli sforzi per salvare i rapiti”. “L’eroica operazione dell’Idf che ha liberato e riportato a casa Noa Argamani, Shlomi Ziv, Andrey Kozlov e Almog Meir Jan è un trionfo miracoloso – ha fatto sapere il Forum delle famiglie degli ostaggi -. Ora, con la gioia che travolge Israele, il governo deve ricordare il suo impegno a riportare indietro tutti i 120 ostaggi ancora detenuti da Hamas: i vivi per la riabilitazione, gli uccisi per la sepoltura”. “Continuiamo a chiedere alla comunità internazionale di esercitare la necessaria pressione su Hamas affinché accetti l’accordo proposto e rilasci gli altri 120 ostaggi tenuti prigionieri. Ogni giorno è un giorno di troppo”.
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