La Protezione Civile della Striscia di Gaza, gestita da Hamas, ha reso noto che la notte scorsa 13 persone sono state uccise in seguito ai nuovi attacchi dell’esercito israeliano. Israele “ha effettuato diversi attacchi aerei che hanno causato la morte di 13 persone e decine di feriti, tra cui donne e bambini, a Khan Younis e nella città di Gaza”, ha detto all’agenzia di stampa Afp il portavoce del servizio di soccorso, Mahmoud Bassal. In precedenza, l’emittente araba Al Jazeera aveva riferito di almeno 14 vittime.
La notte scorsa l’esercito israeliano (Idf) “ha colpito un sito militare di Hamas nel nord di Gaza, dove si stavano preparando a lanciare proiettili contro il territorio israeliano”, riferisce su Telegram l’Idf. “Inoltre, la Marina israeliana ha colpito diverse imbarcazioni nella zona costiera della Striscia di Gaza – prosegue il messaggio -. Queste imbarcazioni erano destinate a essere utilizzate per attività terroristiche da Hamas e dalla Jihad islamica. L’Idf continua a colpire obiettivi terroristici nella Striscia di Gaza per rimuovere qualsiasi minaccia ai civili israeliani e alle truppe dell’Idf”.
Hamas chiede di “fare pressione” sugli Stati Uniti, il principale sostenitore di Israele, affinché quest’ultimo cessi gli attacchi sulla Striscia di Gaza che, secondo le autorità israeliane, mirano a costringere Hamas ad ulteriori rilasci di ostaggi. “Invitiamo i paesi amici che sostengono la giusta causa palestinese a fare pressione sul governo degli Stati Uniti affinché ponga fine a questa aggressione e a questa guerra genocida contro civili indifesi”, ha scritto in una dichiarazione il movimento islamista palestinese. Hamas ha fatto poi sapere di non aver “chiuso la porta ai negoziati”: lo ha ribadito oggi all’agenzia di stampa Afp un leader del movimento, Taher al-Nounou, dopo i massicci bombardamenti effettuati ieri da Israele sulla Striscia di Gaza e le minacce di escalation del governo israeliano. “Hamas non ha chiuso la porta ai negoziati, ma insistiamo sul fatto che non c’è bisogno di nuovi accordi”, ha affermato Nounou, contattato telefonicamente dal Cairo. “Non abbiamo precondizioni, ma chiediamo che (Israele) sia costretto a cessare immediatamente (le ostilità) e ad avviare la seconda fase dei negoziati” previsti dall’accordo di tregua entrato in vigore il 19 gennaio, ha aggiunto. Già ieri, il portavoce del movimento – Abdel-Latif al-Qanoua – aveva affermato che Hamas “continuerà a trattare in modo flessibile e positivo con i mediatori per respingere l’aggressione”.
