di Andrea Maldi
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, durante una visita al Kennedy Center, aveva annunciato ufficialmente che nella giornata di martedì 18 marzo sarebbe stato desecretato il lungo dossier sull’assassinio del leader statunitense John Fitzgerald Kennedy: “Rilasceremo tutti i file del caso Kennedy, la gente aspetta da decenni. Ho dato istruzioni a diverse persone, coordinate dalla direttrice della National Intelligence Tulsi Gabbard. I documenti saranno rilasciati martedì 18 marzo, si tratta di un’enorme quantità di materiale, ci sarà molto da leggere. Ho dato disposizione di non editare nulla. E’ un grande annuncio! L’avevo promesso durante la campagna elettorale e sono un uomo di parola. I documenti verranno diffusi nel pomeriggio. Saranno molto interessanti, sono circa 80mila pagine: vi farete un’idea da soli”, afferma il Tycoon rispondendo alle domande della stampa.
JFK venne ucciso il 22 novembre 1963 nella macchina presidenziale che lo trasportava nella Dealey Plaza di Dallas, in Texas. Fu ritenuto colpevole dell’omicidio Lee Harvey Oswald che, due giorni dopo il suo arresto, fu freddato in un nuovo attentato compiuto da Jack Ruby nel commissariato di Dallas, poco prima del trasferimento nel penitenziario governativo.
A gennaio Trump ha sottoscritto l’ordinanza che ha deliberato la desecretazione dei file sul caso JFK, il fratello minore Bob Kennedy e quello del leader per i diritti civili Martin Luther King Jr.
l’FBI (Federal Bureau of Investigation) lo scorso mese ha dichiarato di aver individuato circa 2400 nuovi documenti.
Tuttavia non è ancora chiaro se nei file saranno presenti effettivamente anche le informazioni riguardanti la morte di Kennedy jr, ucciso nel giugno del 1968 mentre era in campagna elettorale, e del politico e pastore protestante King Jr, assassinato nell’aprile dello stesso anno mentre era affacciato da un balcone di un motel di Menphis.
Cia, Dipartimento di Stato e Pentagono sono in possesso di x-files, documenti coperti dal segreto di stato dove sono riportate importanti informazioni e, soprattutto, la priorità di salvaguardare l’identità di fonti riservate che sono o potrebbero essere ancora in vita. Infatti nell’arco del 2023 gli archivi di Stato hanno reso di dominio pubblico circa il 99% dei documenti riguardanti l’attentato.
Il presidente Lyndon B. Johnson, successore di John Fitzgerald Kennedy, una settimana dopo il tragico episodio istituì la Commissione presidenziale Warren, con il compito di aprire un’indagine sull’omicidio. Inizialmente fu sposata l’idea che l’assassinio fu messo in atto da un unico soggetto, successivamente nel 1976 il delitto fu oggetto di un nuovo studio da parte della United States House Select Committee on Assassinations (HSCA) che, tre anni dopo, grazie a nuovi elementi, suppose la presenza di un complice.
Alla fine del 2022, al momento della pubblicazione degli atti, il presidente Joe Biden aveva dichiarato che un piccolo numero di documenti avrebbe continuato a essere trattenuto su richiesta di agenzie top secret.
Ciononostante i biografi di JFK hanno dichiarato che è difficile che i file ancora conservati negli archivi contengano clamorose rivelazioni.
