Economia e Lavoro

Istat certifica: “Le risorse del taglio dell’Irpef per le famiglia più ricche”

Ordinando le famiglie in base al reddito disponibile equivalente e dividendole in Cinque gruppi di uguale numerosità, emerge come oltre l’85% delle risorse siano destinate alle famiglie dei quinti più ricchi della distribuzione del reddito: sono infatti interessate dalla misura oltre il 90% delle famiglie del quinto più ricco e oltre due terzi di quelle del penultimo quinto. Il guadagno medio va dai 102 euro per le famiglie Del primo quinto ai 411 delle famiglie dell’ultimo. Per tutte le classi di reddito il beneficio comporta una variazione inferiore all’1% sul reddito familiare. Ma Istat puntualizza anche su altre cose. “Nel 2024 il 9,9% delle persone ha dichiarato di aver rinunciato a curarsi per problemi legati alle liste di attesa, alle difficoltà economiche o alla scomodità delle strutture sanitarie: si tratta di 5,8 milioni di individui, a fronte di 4,5 milioni nell’anno precedente (7,6%)”. Ed ancora: “La recente accelerazione della crescita delle retribuzioni contrattuali, iniziata a partire dalla seconda metà del 2023, non ha permesso di recuperare la perdita del potere d’acquisto determinata dallo straordinario aumento dei prezzi del biennio 2022-2023; a fine settembre 2025, infatti, le retribuzioni contrattuali lorde in termini reali risultano ancora inferiori di oltre l’8% a quelle di gennaio 2021”.  Le modifiche previste in legge di bilancio al calcolo dell’Isee “comportano un beneficio medio annuo di 145 euro per circa 2,3 milioni di famiglie (8,6% delle famiglie residenti). Dal punto di vista distributivo, il beneficio medio è più elevato per le famiglie più povere” pari a “263 euro, determinando una variazione media sul reddito familiare del 2,2%”.  Per il bonus mamme, che la manovra aumenta a 60 euro al mese, si stima che una platea di circa 865mila lavoratrici, un quarto delle lavoratrici con figli (3,5 milioni). Assumendo un tasso di adesione pari al 100%, il beneficio medio annuo individuale sarà di quasi 660 euro (60 euro mensili moltiplicati per il numero di mesi lavorati), per un costo totale di circa 570 milioni.

Red

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