di Giuliano Longo
Ora che ci accingiamo a grattare il barile esplosivo della Presidenza Trump val la pena di capire chi è veramente questo Vance che qualcuno si arrischia a vedere come il leader dei moderati del GOP (Grand Old Party) repubblicano. Lo stesso che ieri a Monaco ha preso a schiaffi l’Europa imbelle e piagnucolosa.
Prima della sua nomina a vice, dopo aver portato al Suo Presidente i voti della Rust Belt (Ohio, Virginia e del Middle West (deindustrializzati e sottosviluppati) scrisse un libro autobiografico che è divenuto un best seller internazionale: Hillbilly Elegy, dove Hillbilly nei raffinati salotti liberal dell’East Cost, sta pe zotico.
Noto per le sue pozioni oltranziste sull’Ucraina ha sempre affermato che i soldi dei contribuenti americani per Kiev sono finiti, salvo contraddire il suo presidente facendo ventilare due giorni fa la presenza di truppe americane in Ucraine a tutela della sua indipendenza.
Ora spara sull’Europa alla conferenza di Monaco accusandolo di tradire i valori comuni, che se tali fossero davvero Trump non si appresterebbe a bastonare l’UE con i dazi futuri obbligandola a riarmarsi a caro prezzo
Marine in Iraq nel 2005, si converte recentemente alla religione cattolica dalla cui dottrina si dice ispirato (boh!). Già prima della pubblicazione del suo bestseller questo avvocato diventa personaggio di spicco della giovane nuova destra, e non è un caso che fra i primi contatti politici a Monaco vi sia stato quello con Alice Weidel, la leader della AfD del criptonazi partito tedesco.
.Duro antiabortista e ossessivo antifemminista sino alla misoginia inconscia, riferendosi a Trump disse “Mio Dio, che idiota!” disegnando un parallelo fra lui e Hitler. Per di più definendolo “un cinico” come Nixon, il che non sarebbe così male (anzi potrebbe anche rivelarsi utile) quando si acchiappa il potere.
Poi fece ammenda e durante la sua corsa al Senato e disse che “si pentiva di aver sbagliato sul ragazzo”, ma .c’è da scommettere che almeno nell’inconscio del ragazzo del Middle Est l’opinione sia solo rimossa.
Durante un podcast del 2021 profetizzò che se Trump avesse vinto nel 2024, avrebbe fatto “licenziare ogni singolo burocrate di medio livello, ogni funzionario pubblico dello stato amministrativo, li sostituirà con il nostro popolo” senza sospettare che il ruolo del macellaio sarebbe stato affidato a Elon Musk che lui non ama, anzi.
Infatti Vance è stato in ombra durante l’inaugurazione e l’insediamento. Non è stato neppure chiamato sul palco al bagno di folla alla Capitol One Arena, dove con Trump si è esibito Musk. Il vicepresidente, poi, si è piuttosto dedicato dietro le quinte al compito ingrato di sostenere al Congresso i candidati a ministro, mentre il tycoon di Tesla ha tenuto banco su fatti americani e internazionali.
Parlando di credenze folli e teorie del complotto, Vance gode sicuramente di primati invidiabili. Fra le sue boutade quella che Biden avesse fondato la sua politica di confine contro la base elettorale di Trump, tentando di diffondere una overdose fatale di massa negli States. “Se volevi uccidere un gruppo di elettori del MAGA nel bel mezzo del cuore, cosa c’è di meglio che prendere di mira loro e i loro figli con questo fentanil mortale?” Lo disse al Gateway Pundit nel 2022 aggiungendo “Sembra intenzionale. È come se Joe Biden volesse punire le persone che non hanno votato per lui e aprire le porte al confine è un modo per farlo”.
Ad agosto dello scorso anno prima delle elezioni, posò la sua attenzione su Kamala Harris affermando alla CBS che la dipendenza da fentanil era colpa sua: “se Harris stesse applicando una leva corretta ai cinesi e ai cartelli della droga messicani, non avremmo così tante persone che muoiono di overdose di fentanil”. Posizione che Trump sta adottando contro Cina e Messico.
In un apparente tentativo di mostrare il suoi carisma irrefrenabile e i suo volto umano, lo staff di Vance in campagna elettorale organizzò una visita preso un negozio di ciambelle nella Georgia e, fra una selva di fotografi, annunciò “lo zoo è venuto in città” . Mentre la donna dietro al bancone senza scomporsi rispose “bene n faremo due dozzine con un assortimento casuale”.
Successivamente disse alla NBC che “si è sentito male” per l’impiegato dello shopping di ciambelle, il che è giusto soprattutto dopo che il poveraccio aveva subito un’imboscata da “20 agenti dei servizi segreti” e “15 telecamere”.
In un momento di sconcertante umiltà nei confronto del suo capo ammise “stanno votando per Donald Trump o per Kamala Harris, non per J.D. o Tim Walz ( i due vice designati, ndr)”. Anche se Vance è tutt’altro che il primo a a caratterizzare l’ufficio del Vice come poco importante , per rimarcare la sua sudditanza nei confronti di Donald ammise ancora, con grande falsa umiltà “storicamente, il vicepresidente, in termini di elezione, non ha alcun impatto. Voglio dire, praticamente nessun impatto … Praticamente non ha mai avuto importanza”.
Si può anche ringraziare Vance per la menzogna di Trump in campagna elettorale degli immigrati haitiani che mangiano gli animali domestici dei loro vicini a Springfield nell’Ohio. Una storia che aveva avuto origine sui siti dei suprematisti e nei canali conservatori, ma subito dopo lui rincaa la dose e fa il Pierino “i media americani hanno totalmente ignorato queste cose fino a quando Donald Trump e io (sottolineato in grassetto da chi scrive) abbiamo iniziato a parlare di meme di gatti”, disse alla CNN.
Ormai, ha familiarità con la categoria dei video e in campagna elettorale J.D. Vance continua a filmare le sue normali esperienze nei negozi. Ma settembre le sue catastrofiche abilità di consumatore medio si bloccarono in un supermercato della Pennsylvania, dove afferma che le uova ora costavano 4 dollari mentre erano chiaramente contrassegnate al banco a 2,99 dollari. In effetti i numeri non sono il suo forte quando coinvolge la sua famiglia affermando che i suoi tre figli mangiano “circa 14 uova ogni mattina”.
Mentre ordinava al Re delle Bistecche, da Pat a Philadelphia, chiese perché si rifornisse di formaggio svizzero “non mi piace il formaggio svizzero, tutti dicono che è offensivo, ma perché odiate così tanto il formaggio svizzero?” probabilmente ignaro dei dazi che il suo presidente potrebbe imporre anche su questo prodotto.
Un tweet di Vance del febbraio 2024 è diventato virale. “Forse Internet è stato un errore”, scrive su un clip intitolato “la donna viene violata da un delfino e si diverte” il che ha fatto sospettare che lui “il porno dei delfini” almeno l’abbia guardato.
Ma il peggio lo ha detto in campagna elettorale nel luglio scorso dimostrando il suo patologico misoginismo quando attaccò le donne senza figli definendole “gruppo di gattare senza figli con vite miserabili”.
Fuori da facezie (spesso significative) e tornado al titolo di questo articolo, Vance potrebbe aspirare alla presidenza futura? Certamente, si se si affermasse come punta di diamante di un GOP che ha sicuramente bisogno di svecchiarsi e un domani, forse, di differenziarsi dalle politiche di Trump che difficilmente potrà ripresentare la propria candidatura a 82 anni, gli stessi che hanno ipotecato quella di Biden. E ammesso che la Costituzione americana glielo consenta.
L’altra, da non scartare, è la stessa età di Donald che nonostante la ostentata baldanza giovanile, rischia anche temporaneamente, come tutti gli umani della sua età, una qualche forma di invalidità. In tal caso l’articolo II della Costituzione stabilisce che il vicepresidente assume i “poteri e doveri” della presidenza in caso di rimozione, morte, dimissioni o incapacità totale e permanente del presidente.
Tre vicepresidenti hanno brevemente agito come presidente ai sensi del venticinquesimo emendamento: George H.W. Bush il 13 luglio 1985; Dick Cheney il 29 giugno 2002 e il 21 luglio 2007; Kamala Harris il 19 novembre 2021. Invece Lyndon B. Johnson entrò in carica il 22 novembre del 1963, quando il 36º Presidente degli Stati Uniti d’America entrò in carica, e giurò dopo l’assassinio di John Fitzgerald Kennedy, per poi terminare il mandato nel 20 gennaio del 1969.
Sicuramente La conferenza di Monaco gli ha dato una grande visibilità mediatica e internazionale, sempre che l’ombroso e vendicativo Donald non decida di rimetterlo in riga, ovvero a cuccia.
