La guerra di Putin

  La “legge sugli agenti stranieri”, scuote la Georgia ma la UE ne sta varando una identica

di Giuliano Longo

Per la seconda volta in due anni, decine di migliaia di manifestanti nella capitale della Georgia,Tbilisi, hanno sfidato la polizia per bloccare una legge in stile russo voltaa reprimere la società civile indipendente, ma  l’Unione Europea, che ha sostenuto la protesta, si appresta a vararne una quasi identica.

La motivazione sarebbe rappresentata da un aumento dell’estremismo di destra, ma al centro di questa proposta di legge c’è la lotta  contro le interferenze provenienti dalla Russia ed è rivolta   alle organizzazioni e agli individui europei che si ritiene favoriscano gli interessi dei governi stranieri. Quali è evidente a tutti.

Molti  giuristi ritengono tuttavia  che questa “proposta di direttiva”sin dalla sua ptresentazione nel 2023 rappresenti una minaccia per la società civile e i media,sia all’interno che all’esterno dei confini dell’Unione.

I critici l’hanno soprannominata la “legge UE sugli agenti stranieri” –  facendo riferimento a norme simili(vigenti anche negli Stati Uniti-  che sottopongono persone e gruppi finanziati dall’estero a controlli, apparentemente per promuovere la trasparenza e la sovranità, ma di fatto  come mezzo per mettere a tacere il dissenso o denigrare gli oppositori.

Tali leggi portano a repressioni nei confronti della società civile e dei media critici, al di fuori delle correnti d’opinione mainstream, colpendo  gruppi designati come agenti stranieri spesso stigmatizzati pubblicamente e sottoposti a vessazioni burocratiche.

In  Ungheria, Israele e Nicaragua , le autorità utilizzano le leggi sugli agenti stranieri come armi contro gli attivisti, ma si vanno rapidamente diffondendo in Europa e in Asia centrale, non solo in Georgia, ma, negli ultimi mesi in Bosnia Erzegovina, Francia, Kirghizistan e Slovacchia.

La proposta di direttiva prevede un registro pubblico obbligatorio di organizzazioni e individui finanziati da governi extra-UE e dai loro delegati, e gli Stati membri sono liberi di attuare la direttiva come preferiscono a livello nazionale.

Sebbene la proposta sostituisca il termine “agente straniero”con la macchinosa definizione di “entità che svolge attività di rappresentanza di interessi per conto di un paese terzo”,qualsiasi registro porterà probabilmente alla stigmatizzazione di chi ne risulta registrato.

La direttiva nasce dal presupposto che le organizzazioni no-profit le cui attività di interesse pubblico sono finanziate dall’estero. hanno il dovere di difendere il paese che le paga. È assurdo.

Come la legge russa sugli agenti stranieri, la proposta dell’UE è vaga. Espressioni come “attività di rappresentanza di interessi” e “attività di natura economica” lasciano ampio spazio all’interpretazione. Allo stesso modo, la definizione del testo di “entità di un paese terzo” è così vaga che potrebbe includere quasi ogni donatore straniero. Inoltre   c’è la preoccupazione che alcuni governi europei utilizzino questi registri per diffamare i critici definendoli spie e sovversivi.

Il presidente del Kirghizistan, Sadyr Japarov,ha risposto  all’appello del Segretario di Stato americano contro l’adozione di una legge sugli agenti stranieri facendo riferimento al Foreign Agents Registration Act  del 1938 vigente negli Stati Uniti stessi,rispondendo “non possiamo fare a meno di chiederci: perché voi potete e noi no?”.

Negli ultimi cinque anni, secondo i dati di CIVICUS Monitor  , la percentuale di persone in Europa e in Asia centrale che vivono in paesi con spazi civici aperti si è ridotta della metà, poiché le democrazie reprimono sempre più spessomanifestanti e attivisti.

La proposta di legge, se adottata, potrebbe favorire governi con una mentalità autoritaria  al potere, e indebolirebbe  ulteriormente le attività della società civile europea a scapito dei diritti umani.

Nella foto una delle manifestazioni contro la legge in Georgia

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