Politica

Legge elettorale: Centrodestra accelera dopo voto referendum, in commissione il 31 marzo

 

Dopo la sconfitta al referendum sulla giustizia, il centrodestra accelera sulla legge elettorale. L’iter in commissione Affari costituzionali alla Camera sulla proposta di riforma depositata in Parlamento dalla maggioranza partirà martedì prossimo, 31 marzo. Spazio anche alle “altre 8” proposte “che ci sono in materia elettorale che per regolamento devo abbinare”, fa sapere il presidente della commissione, Nazario Pagano, al termine dei lavori dell’ufficio di presidenza. “Poi in commissione sarà adottato il testo base” e “verrà votato il testo su cui lavoreremo”, sottolinea il deputato di Forza Italia. Si partirà, quindi, fra qualche giorno da Montecitorio. Uno sprint su cui anche all’interno della maggioranza i dubbi non mancano. “Le leggi elettorali non sono una priorità. È chiaro che se la Meloni vuole modificare la legge, ci sta”, sussurra a taccuini chiusi un big della Lega. Certo è che il leader del partito, Matteo Salvini, non si è mai appassionato al tema e ha affidato il dossier a Roberto Calderoli e ad Andrea Paganella, che hanno preso parte al tavolo di coalizione che ha stilato lo ‘Stabilicum’.

 

Una levata di scudi, intanto, arriva dalle opposizioni. “Come l’hanno anticipata e proposta possiamo parlare di una legge supertruffa”, mette a verbale il presidente del M5S, Giuseppe Conte. “Nel 1953 c’è stata la legge truffa, qui addirittura si migliora il premio di maggioranza che supera addirittura il 17%; poi non ci sono neppure le preferenze anche se era una battaglia di FdI, poi – dopo aver fatto l’accordo di maggioranza – hanno presentato un emendamento per pulirsi la coscienza. È il tentativo di confezionare una legge elettorale che possa consentire alla maggioranza di avere qualche vantaggio”, osserva. Tranchant la capogruppo del Pd alla Camera, Chiara Braga: “Come se non fosse successo niente. Oggi la maggioranza ancora stonata dalla clamorosa sconfitta al referendum, forza la mano e impone l’esame della legge elettorale. Ignorano le priorità del Paese che sono state cause della loro débâcle”. Per Alfonso Colucci, capogruppo M5S in commissione Affari costituzionali a Montecitorio, “evidentemente si tratta di una prepotenza inguaribile, nemmeno la primavera di democrazia sbocciata ieri ferma questo centrodestra. Ma gli italiani al referendum hanno mandato un messaggio molto chiaro: l’arroganza non premia”. E Riccardo Magi, segretario di +Europa, ragiona: “C’era un clima un po’ surreale. Sembra che vadano avanti come treni, poi vedremo se realmente sarà così. Per noi l’aver fissato la data di inizio dell’iter è un fatto grave perché è una pessima bozza quella che la maggioranza e il governo hanno messo sul tavolo. Ha degli aspetti gravi che non ci sono in nessuna democrazia europea. Faremo un’opposizione intransigente dentro e fuori il Parlamento”.

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