“Non siamo favorevoli a una riforma della legge elettorale che la destra propone oggi per convenienza. Dopodiché non ci hanno ancora proposto nulla di concreto. Se lo faranno, come sempre, da forza responsabile noi esamineremo quello che ci propongono. Però i presupposti sono entrambi sbagliati”. Lo dice la leader del Elly Schlein, intervistata a Piazza Pulita su La7. “Uno è la paura di perdere, tant’è che l’hanno rilanciata appena hanno visto che abbiamo vinto le elezioni in Puglia e in Campania. L’altro presupposto dietro questa proposta è il premierato, che è una riforma che noi contrastiamo duramente, perché accentra ancora di più il potere nelle mani di chi guida il governo, a scapito delle prerogative del Parlamento e di quelle del Presidente della Repubblica, che per noi non si toccano”, aggiunge Schlein.
La spallata che FdI sta tentando, se approvata, potrebbe cambiare radicalmente i passaggi elettorali. L’attuale legge elettorale, il Rosatellum, combina un 37% di seggi eletti in collegi uninominali con metodo maggioritario e un 61% assegnato tramite proporzionale. La soglia di sbarramento è al 3% per le liste e al 10% per le coalizioni.
L’ipotesi allo studio del centrodestra elimina proprio l’elemento maggioritario, lasciando un sistema proporzionale accompagnato da un premio per la coalizione che raggiunge una determinata soglia. Si valuta anche di inserire sulla scheda il nome del candidato premier, un passaggio considerato una sorta di anticipo della riforma sul premierato, ancora in lavorazione.
Uno dei commenti più recenti è stato offerto da Gaetano Donzelli, capo organizzativo di Fratelli d’Italia, che a seggi chiusi ha paventato il rischio di un’Italia senza maggioranza in caso di elezioni politiche con il Rosatellum.
Allo stesso tempo, mentre Matteo Salvini ha temporeggiato, Antonio Tajani ha invece gettato acqua sul fuoco, ribadendo la posozione degli azzurri e la sua predilezione per un proporzionale “alla europea”, capace nella sua lettura di assicurare maggiore rappresentatività ai territori rispetto agli attuali collegi.
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