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  Leone XIV: “Bulimia da social. Viviamo in una società malata”

 

Viviamo in una società che si sta ammalando a causa di una ‘bulimia’ delle connessioni dei social media: siamo iperconnessi, bombardati da immagini, talvolta anche false o distorte.

Siamo travolti da molteplici messaggi che suscitano in noi una tempesta di emozioni contraddittorie”. Lo ha detto il Papa all’udienza generale aggiungendo: “Abbiamo bisogno di chiedere al Signore di guarire il nostro modo di comunicare, non solo per essere più efficaci, ma anche per evitare di fare male agli altri con le nostre parole”. Dobbiamo “imparare a comunicare in modo onesto e prudente. Preghiamo per tutti coloro che sono stati feriti dalle parole degli altri”. “Chiudersi non è mai una soluzione”. Lo ha detto il Papa, commentando, nella catechesi dell’udienza  in piazza San Pietro, l’episodio evangelico della guarigione del sordomuto, che, dopo l’incontro con Gesù, “non solo torna a parlare, ma lo fa correttamente”. “Forse quest’uomo ha smesso di parlare perché gli sembrava di dire le cose in modo sbagliato, forse non si sentiva adeguato”, l’ipotesi di Leone XIV: “Tutti noi facciamo esperienza di essere fraintesi e di non sentirci capiti. Tutti noi abbiamo bisogno di chiedere al Signore di guarire il nostro modo di comunicare, non solo per essere più efficaci, ma anche per evitare di fare male agli altri con le nostre parole”. “Tornare a parlare correttamente è l’inizio di un cammino, non è ancora il punto di arrivo”, ha precisato però il Pontefice: “Per conoscere veramente Gesù occorre compiere un cammino, bisogna stare con Lui e attraversare anche la sua Passione. Quando lo avremo visto umiliato e sofferente, quando sperimenteremo la potenza salvifica della sua Croce, allora potremo dire di averlo conosciuto veramente”. “Per diventare discepoli di Gesù non ci sono scorciatoie”, il monito di Papa Leone: “Chiediamo al Signore di poter imparare a comunicare in modo onesto e prudente”. “Preghiamo per tutti coloro che sono stati feriti dalle parole degli altri”, l’invocazione finale: “Preghiamo per la Chiesa, perché non venga mai meno al suo compito di portare le persone a Gesù, affinché possano ascoltare la sua Parola, esserne guarite e farsi portatrici a loro volta del suo annuncio di salvezza”.

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