di Marcello Trento (*)
Negli ultimi anni, l’intelligenza artificiale (IA) si è affermata come una tecnologia trasformativa in numerosi settori, dalla sanità alla finanza, dall’industria alla logistica. Tuttavia, il suo impatto energetico solleva interrogativi cruciali: la crescente domanda di potenza di calcolo renderà vano lo sforzo globale per la transizione verso le energie rinnovabili? Oppure la tecnologia potrà evolversi in modo da diventare parte della soluzione?
Un consumo energetico in forte crescita
L’addestramento e l’esecuzione dei modelli di intelligenza artificiale richiedono enormi quantità di dati e calcoli. Secondo uno studio pubblicato su Joule, entro il 2027 il consumo energetico dell’IA potrebbe raggiungere tra 85 e 134 TWh all’anno, un valore paragonabile all’intero consumo elettrico di Paesi come l’Ucraina o i Paesi Bassi. Negli Stati Uniti, un rapporto del Dipartimento dell’Energia prevede che la domanda dei data center potrebbe quasi triplicare entro il 2028, assorbendo fino al 12% dell’elettricità nazionale.
Un altro aspetto critico riguarda l’uso dell’acqua per il raffreddamento delle infrastrutture: nel 2022, i soli data center di Google hanno consumato circa 20 miliardi di litri d’acqua, con un incremento del 20% rispetto all’anno precedente.
Le energie rinnovabili riusciranno a tenere il passo?
Nonostante questa crescita vertiginosa dei consumi, il settore delle energie rinnovabili sta vivendo una fase di espansione senza precedenti. Nel 2023, le rinnovabili hanno coperto l’80% della nuova capacità elettrica installata a livello globale, con il solo solare che ha prodotto oltre 1.500 TWh di energia.
Ciò significa che, almeno in teoria, la crescita delle rinnovabili potrebbe superare l’aumento della domanda energetica derivante dall’IA. Tuttavia, questo richiede investimenti massicci in infrastrutture, sistemi di accumulo e reti intelligenti capaci di gestire in modo efficiente la distribuzione dell’energia.
L’IA come strumento di ottimizzazione energetica
L’intelligenza artificiale non è solo un consumatore di energia, ma può anche diventare un alleato nella gestione sostenibile delle risorse. Già oggi viene impiegata per:
- Ottimizzare le reti elettriche e bilanciare domanda e offerta in tempo reale.
- Prevedere la produzione di energia rinnovabile in base a dati meteorologici avanzati.
- Ridurre gli sprechi energetici nei settori industriali e residenziali.
- Migliorare l’efficienza dei data center, adottando tecniche di raffreddamento avanzate e algoritmi meno energivori.
Il futuro dei computer quantistici: una rivoluzione possibile?
Una possibile soluzione per ridurre drasticamente il consumo energetico dell’IA potrebbe arrivare dai computer quantistici. A differenza dei computer tradizionali, che elaborano informazioni in modo sequenziale, i computer quantistici sfruttano le proprietà della meccanica quantistica per eseguire calcoli complessi in tempi molto più brevi.
In teoria, un computer quantistico potrebbe sostituire interi data center, elaborando in pochi secondi problemi che oggi richiedono milioni di ore di calcolo. Tuttavia, questa tecnologia presenta ancora limiti significativi, tra cui l’alto consumo energetico dei sistemi di raffreddamento criogenico necessari per mantenere i qubit stabili.
Se nei prossimi anni si riusciranno a superare queste barriere, il quantum computing potrebbe ridurre drasticamente l’impronta energetica dell’IA, rendendo l’industria tecnologica molto più sostenibile.
Conclusione: minaccia o opportunità?
Il crescente fabbisogno energetico dell’IA rappresenta una sfida concreta, ma non deve necessariamente diventare una minaccia per la transizione energetica. Se l’industria tecnologica adotterà strategie di efficienza e se la crescita delle rinnovabili continuerà a ritmo sostenuto, sarà possibile bilanciare innovazione e sostenibilità.
La chiave per il futuro sarà un approccio sinergico tra politiche energetiche, investimenti in infrastrutture e sviluppo tecnologico. L’IA, se gestita correttamente, potrà diventare uno strumento essenziale per accelerare la transizione verde e costruire un futuro energeticamente sostenibile.
(*) Presidente Ente Nazionale Energie Rinnovabili
