di Marcello Trento
In questo articolo parleremo di un utilizzo particolarmente utile di intelligenza artificiale applicata alle imprese. Affronteremo il tema di come sia più giusto utilizzare l’intelligenza artificiale quando si parla di gestione aziendale per poi presentarvi un esempio pratico di questo utilizzo raccontandovi un progetto su cui sto lavorando in collaborazione con Alkaest. Innanzitutto, dobbiamo capire di che tipologia di intelligenza artificiale stiamo parlando poiché al giorno d’oggi intelligenza artificiale si sta sempre più specializzando: ci sono IA preposte alla generazione di immagini e video o intelligenze artificiali preposte alla comprensione del linguaggio naturale o intelligenza artificiale preposte all’elaborazione dei dati. Alla base di tutte queste intelligenze artificiali però c’è lo stesso modello di apprendimento basato sull’analisi di enormi database composti di frasi ,file, immagini, audio, conversazioni ecc…, e alla correlazione tra essi mediante algoritmi complessi ma facilmente ripetibili che se combinati con un’enorme potenza computazionale possono portare a modelli di intelligenze artificiali estremamente performanti in termini di conclusioni utili sensate e innovative basate su una quantità di connessioni elaborate che non è paragonabile a quella umana. In generale l’avvento di queste “disruptive tehcnologies” sta spostando l’uomo dal prendere decisioni, intese come idee generata autonomamente, al compiere scelte, intese come selezionare una delle alternative, e porterà progressivamente a passare da quest’ultime al selezionare un’alternativa tra si e no favorendo esclusivamente la generazione di nuove idee da parte di queste tecnologie invertendo il paradigma dell’interazione uomo-macchina. Questo concetto ha delle serie ripercussioni etiche poiché cambia la posizione dell’intelligenza umana rispetto alle conseguenze delle decisioni prese dall’uomo nei confronti dell’ambiente che lo circonda e della collettività. È importante quindi focalizzarsi molto sui principi che vengono applicati durante il concepimento di tali sistemi e di come amministrare e tutelare al meglio la capacità decisionale umana. Detto ciò, in questo articolo voglio approfondire il funzionamento ed i principi con i quali abbiamo concepito l’idea di un’intelligenza artificiale che guidi una piccola azienda nelle fasi di crescita. Negli ultimi tempi infatti sta sempre più accelerando l’inclusione dei sistemi di intelligenza artificiali all’interno dei processi aziendali attraverso l’impiego di tempo, risorse e personale che attraverso della formazione si specializza, non solo nell’integrare i sistemi di intelligenza artificiale ma anche nel suo utilizzo e controllo quotidiano, questo però principalmente avviene nelle grandi aziende che possono disporre di queste risorse mentre aziende più piccole come le PMI italiane possono trovarsi nella condizione di non avere a disposizione la quantità giusta di risorse per raggiungere determinati obiettivi valutati in crescita dell’azienda e miglioramento dei processi aziendali. In particolare la nostra idea parte dal concetto di includere questi sistemi in azienda attraverso personale già presente in azienda che svolge già altri ruoli e che decide di assumersi l’incarico aggiuntivo di svolgere i compiti relativi alla comprensione ed all’utilizzo di questa tecnologia. L’intelligenza artificiale che si può utilizzare all’interno della piramide gestionale di un’azienda è un’intelligenza artificiale sia di tipo generativo e quindi con elaborazione del linguaggio naturale, sia di tipo elaborazione di dati, poiché attraverso dei passaggi di programmazione in codice è possibile unirli utilizzando modelli addestrati di intelligenze artificiali preposte alla comprensione ed elaborazione di dati in input e modelli di intelligenza artificiale che comprendono linguaggio naturale e forniscono risposte basate sui dati appresi. Il prossimo step riguarda l’analisi di come questo sistema può integrarsi nella quotidianità di un’azienda, ma prima di passare a questo è necessario approfondire un aspetto molto più importante e cioè definire in quale punto della sequenza decisionale è possibile inserire un controllo umano efficace. In particolare, dobbiamo chiederci: il controllo umano deve avvenire a priori sull’inserimento dei dati? A metà del processo con un’approvazione delle decisioni elaborate dell’intelligenza artificiale dopo i processi di apprendimento interno? A posteriori e quindi prima perché queste decisioni creino delle conseguenze effettive sulla gestione aziendale? Sono tutte e tre delle alternative valide e si possono utilizzare tutte e tre o singolarmente o sono alcune, ma la persona preposta ad utilizzare per questa tecnologia potrebbe non avere le conoscenze tecniche necessarie a poter agire direttamente sul codice che integra le due diverse tipologie di intelligenza artificiale, per esempio, oppure le competenze tecniche necessarie a manipolare i dati che vengono forniti all’intelligenza artificiale, oppure ancora non avere l’autorizzazione a decidere sì sia opportuno o meno applicare le scelte generate dell’intelligenza artificiale. A questo punto molti di voi penseranno ché questo discorso sia come un cane che si morde la coda e che non vi sia una soluzione, ma la soluzione c’è ed è semplice: lasciarsi guidare dall’intelligenza artificiale stessa operando un apprendimento step by step con un controllo umano a posteriori operato sulla scelta di attuare o meno le decisioni prese dall’intelligenza artificiale. Questo perché questi sistemi apprendono anche per errori e si correggono in base a ciò che risponde l’interlocutore; perciò, operando questo tipo di controllo il sistema etichetterà i vari processi di elaborazione che ha svolto come efficaci/giusti ed inefficaci/sbagliati riducendo sempre di più il proprio tasso di negazioni dell’attuazione delle decisioni fornite dal personale umano. Ora siamo pronti per capire come interfacciarsi con questi sistemi: è importante studiare un pannello di controllo intuitivo ma che permetta di agire in modo concreto ed elaborato sulle elaborazioni dell’intelligenza artificiale per garantire il punto più importante del progetto e cioè garantirne l’accesso al maggior numero di PMI con personale qualificato su diversi livelli senza perdere di efficacia. Questo sistema, che per chiarezza è ancora in fase di conclusione anche se testato, è sicuramente un ottimo esempio di intelligenza umana posta a priori rispetto all’intelligenza artificiale e di tutela della capacità decisionale umana. Concludo questo articolo invitando ad esplorare più a fondo le conseguenze etiche/morali e l’impatto sulla collettività dei progetti che portano avanti, tutti quelli che come me stanno cercando di capire e sfruttare questo potentissimo strumento non per sostituire l’uomo in quanto tale, ma di stimolare il pensiero critico, la creatività e la capacità decisionale in modi nuovi “liberandoli” d’impiego in processi automatizzabili
