di Balthazar
L’ offensiva di Israele ha devastato Gaza anche inquinandoil suolo, l’acqua, l’aria eaggravando una crisi umanitaria che le Nazioni Unite hanno recentemente definito di “carestia imminente”.
Reutersha recentemente riferito che civili affamati si erano ridotti a mangiare le foglie dei fichi d’india per scongiurare la fame, ma ora anche la situazione dell’ambiente desta la preoccupazione degli ecologisti.
Lo riporta con una ampia documentazione fotografica satellitare, Bellingcat la pubblicazione di investigazione giornalista olandese, vicina all’Intelligence occidentale.
Il 29 febbraio, l’Unione dei comuni della Striscia di affermava che le comunità locali non avevano ricevuto consegne di carburante da ottobre, con effetti devastanti per la popolazione.
Questa grave carenza energetica ha indotto gli abitanti abbattere gli alberi per accendere fuochi per cucinare o riscaldarsi. In un rapporto sulla sicurezza alimentare del dicembre 2023, il Programma alimentare mondiale affermava che il 70% degli sfollati interni nel sud di Gaza brucia legna da ardere come combustibile e il 13% brucia prodotti di scarto.
L’analisi satellitare di di Bellingcat è stata condotta condotta con i partner diScripps News,e mostra chiari segni della rimozione di massa di alberi che si è intensificata nei mesi invernali. Queste aree includono cimiteri, parchi e un campus universitario.
Anche le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno rimosso un gran numero di alberi per scopi militari, distruggendoprevalentemente frutteti e terreni agricoli. Le olive sono una coltura importante per gli agricoltori palestinesi; i frutteti non si trovano solo in Cisgiordania, ma anche vicino a Khan Younise in altre parti della Striscia di Gaza. L’albero ha un significato culturale particolare per i palestinesi.
Le immagini satellitari di Planet Labs mostrano che vaste aree della Striscia di Gaza in cui ha operato l’IDF sono state ripulite da frutteti e terreni agricoli. Una di queste aree è il cosiddetto“Corridoio Netzarim” – una striscia di terra che taglia in due la Striscia appena a sud di Gaza City.
Le immagini del 9 marzo, confrontate con quelle del 15 ottobre, mostrano che l’area all’interno di questo corridoio è stata pesantemente deforestatacon più di circa 1.500 ettari di terreno ripuliti da alberi e altre piante. I frutteti vicino ad Al-Bureijerano stati rasi al suolo per il timore che potessero esserci mine sepolte tra gli alberi.
Un’altra causa della deforestazione a Gaza è la disperata situazione umanitaria causata dalle operazioni militari israeliane. Un esempio illustrativo può essere visto a Deir Al-Balah, una città nel centro della Striscia.
Nel giugno 2023, le immagini satellitari mostravano un’ampia copertura arborea in un cimitero incastrato tra due grandi strade e una moschea. Già il 5 novembre si vedono i primi segni di scomparsa degli alberi, il 21 novembre, la situazione accelera e solo pochi alberi proiettavano ombre sul cimitero ormai per lo più spoglio, con una piccola concentrazione rimasta nella parte sud, Ma il 7 gennaio anche questo gruppo di alberi era scomparso.
Uno dei più grandi rifugi dell’UNRWA, il Centro di formazione Khan Younis, si trovava appena a sud della città di Asda’a. Secondo l’Organizzazione ONU, alla fine di gennaio nel rifugio “massicciamente sovraffollato”erano registrati 43.000 sfollati interni.
Il mese scorso Netanyahu ha annunciato un’offensiva nella città più meridionale di Rafah,al confine con l’Egitto, per eliminare “l’ultimo bastione di Hamas”.L’annuncio ha suscitato critiche da parte dei gruppi per i diritti umani poiché la maggioranza dei palestinesi, oltre un milione, vive in tendopoli a Rafah dopo che Israele ha annunciato il prossimo attacco.
Da allora anche gli alberi nei cimiteri di Rafahsono stati abbattuti. Gli alberi che non vengono abbattuti solo per produrre legna da ardere, ma anche per liberare il terreno e farne ricoveri temporanei.
Una deforestazione simile era stata osservata a nord di Rafah, la seconda città più grande di Gaza. Mentre le tende crescevano progressivamente sotto gli attacchi aerei israeliani, le immagini satellitari a fine dicembre mostrano chele palme nel complesso ospedaliero sono state rimosse per costruire tende e creare spazio per i rifugiati. lLospedale è stato successivamente bombardato.
Anche il campus dell’Università Al-Aqsa a Khan Yunisè stato utilizzato come luogo di rifugio, rigoglioso di alberi e prati ormai scomparsi dopo gli insediamenti provvisori degli sfollati.
Lungi dall’essere semplici esempi di distruzione ambientale, le immagini satellitari raccontano la storia di un danno visto da due angolazioni. La prima riguardale vittime civilipalestinesi che non hanno il carburante o il cibo necessari e sono costrette a creare rifugi di fortuna su qualsiasi terreno disponibile.
La seconda riguarda l’IDF, i cui attacchi contro Gaza prendono di mira non solo la sua popolazione civile, ma anche il paesaggio e la vegetazione di cui le persone hanno bisogno per sopravvivere.
Bellingcat ha contattato l’IDF per un commento sull’impatto che la deforestazione e la distruzione dell’agricoltura stanno avendo sulla popolazione civile. Non ha ancora ricevuto risposta.
