Politica

Manovra, si allungano i tempi. Discussione ben oltre Natale. Il nodo superbonus

 

Ancora ore convulse e piene di insidie per il cammino della manovra economica del governo che rischia di allungarsi ben oltre il Natale e fino alla fine dell’anno. La Commissione Bilancio del Senato è ‘ingessata’ solo nelle ultime ore è arrivato un primo pacchetto di emendamenti dei relatori depositati in extremis. Si va dalla cedolare secca sugli affitti brevi, al 21% a scelta su un immobile tra quelli in locazione, alla proroga dello stato di emergenza legato alla guerra in Ucraina. Arrivato anche l’ultimo emendamento del governo che rimodula i fondi per il Ponte sullo Stretto, sottraendo 2,3 miliardi di euro ai fondi di sviluppo e coesione (Fsc) per alleggerire il conto dello Stato senza toccare lo stanziamento complessivo di 11,6 miliardi. La maggior parte delle risorse (1,6 miliardi) verranno dalla quota di fondi Fsc di Sicilia e Calabria, mentre 718 milioni saranno presi dalla quota dell’amministrazione centrale. Una ripartizione che fa sollevare le opposizioni, con il Pd che denuncia lo “scippo dei fondi coesione”. Sui tempi della manovra dopo il vertice di maggioranza alla Camera si pensa al via libera definitivo entro il 29 dicembre. Due le ipotesi esaminate: una per concludere i lavori prima di Natale, se il Senato dà l’ok entro il 19; l’altra è arrivare in commissione alla Camera prima del 25 e chiudere tra 27 e 30 dicembre. Ma al di là dei rischi sui tempi, è sempre il Superbonus a portare scompiglio, questa volta nella stessa maggioranza di governo e in piena sessione di bilancio. La manovra, blindata, non ha ancora iniziato il suo iter ufficiale in commissione e Forza Italia ne approfitta per rimettere sul tavolo la proroga dell’agevolazione al 110% per i condomini. Un tentativo subito stoppato dal Mef, che non ha nessuna intenzione di riaprire i cordoni della borsa, ma che non placa il pressing di una parte della maggioranza: anche Fratelli d’Italia con il senatore, e relatore, Guido Liris propone una soluzione che allenti la stretta sul Superbonus e copra i lavori degli ultimi mesi del 2023, attualmente a rischio di finire rimborsati solo al 70% e non più al 110%. Ma non è detto che la questione si debba risolvere in manovra perché, ricorda il vicepremier Antonio Tajani, c’è anche il Milleproroghe. La giornata si apre con un’altra seduta inconcludente della commissione Bilancio del Senato che ancora non inizia l’esame degli emendamenti alla manovra e si chiude in tardissima serata con un primo pacchetto di emendamenti dei relatori depositati in extremis. Si va dalla cedolare secca sugli affitti brevi, al 21% a scelta su un immobile tra quelli in locazione, alla proroga dello stato di emergenza legato alla guerra in Ucraina.

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