“La valutazione finale rapida dei danni e dei bisogni di Gaza indica che saranno necessari almeno 71 miliardi di dollari, frutto di quattro mesi di lavoro con la Banca Mondiale, le Nazioni Unite e l’Unione Europea. Questa valutazione è stata pubblicata oggi. La riunione ministeriale del Comitato di collegamento ad hoc è da tempo il forum chiave per sostenere l’Autorità Palestinese e promuovere la costruzione dello Stato”. Lo dice l’Alta rappresentante Ue per la politica estera, Kaja Kallas, in un punto stampa al termine dell’incontro dell’Alleanza globale per l’attuazione della soluzione dei due Stati, assieme al primo ministro palestinese Mohammad Mustafa, il Ministro degli Esteri norvergese Espen Barth Eide, “Ciò che accade nel conflitto israelo-palestinese, le conseguenze, si ripercuote sempre sull’intera regione. Sento spesso accuse di doppi standard, del tipo ‘sosteniamo l’Ucraina, ma non i palestinesi’. Voglio essere chiara: l’Europa è il principale sostenitore del popolo palestinese. L’Europa è il maggiore donatore e il principale finanziatore dell’Autorità Palestinese. Le missioni europee sul territorio supportano la polizia palestinese, la giustizia, la governance e la gestione delle frontiere; non troverete un sostenitore più forte del popolo palestinese in nessun’altra parte del mondo. Oggi, il Comitato di collegamento ad hoc si concentrerà sui prossimi passi da intraprendere per sostenere Gaza e la Cisgiordania”, aggiunge. Se sono cambiate le posizioni degli Stati sulla sospensione dell’accordo di associazione Ue-Israele? “Gli Stati membri hanno messo sul tavolo la sospensione dell’associazione. Un accordo che richiede una posizione unitaria, e allo stesso tempo misure sul tavolo, alcune delle quali richiedono una maggioranza qualificata. Quindi, prima di tutto, penso che si debba valutare se sia possibile procedere con queste misure se gli Stati membri lo desiderano, ne discuteremo domani (al Consiglio Esteri Ue), quindi non anticiperò gli eventi”.
Stop accordo Ue-Israele? Prima valutare altre misure
Se sono cambiate le posizioni degli Stati sulla sospensione dell’accordo di associazione Ue-Israele? “Gli Stati membri hanno messo sul tavolo la sospensione dell’associazione, che richiede una posizione unitaria. Allo stesso tempo, abbiamo già sul tavolo altre misure, alcune delle quali richiedono una maggioranza qualificata. Quindi, prima di tutto, penso che si debba valutare se sia possibile procedere con queste misure se gli Stati membri lo desiderano, ne discuteremo domani (al Consiglio Esteri Ue), non anticiperò gli eventi”.
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