“Il tempo sta per scadere” per un accordo “mediato a livello internazionale sul confine settentrionale” che ponga fine ai combattimenti con Hezbollah. A lanciare l’avvertimento è stato Benny Gantz, esponente di spicco dell’opposizione israeliana, che ha da poco lasciato il gabinetto di guerra creato in Israele dopo gli attacchi del 7 ottobre. Gantz, che ieri ha incontrato l’inviato speciale degli Stati Uniti Amos Hochstein, ha riferito di aver mandato proprio questo messaggio al suo interlocutore, al quale peraltro – ha scritto su X – “ho espresso il mio apprezzamento per il suo ruolo personale nel cercare di favorire la stabilità regionale”, ha aggiunto.
“Ho sottolineato il mio impegno a eliminare la minaccia che Hezbollah rappresenta per i cittadini del nord di Israele, a prescindere dagli sviluppi della guerra a Gaza, e sosterrò qualsiasi decisione politica o militare responsabile ed efficace in merito dall’esterno del governo”, ha aggiunto.
L’ex ministro della Difesa ha annunciato la scorsa settimana la sua uscita dal gabinetto di guerra – il cui scioglimento è stato formalizzato ieri dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu – a causa dei suoi disaccordi con il capo del governo sull’offensiva scatenata contro la Striscia in seguito agli attacchi di Hamas e di altre fazioni palestinesi.
