Esteri

Mosca, per l’accademico Nigmatulin la Russia si dirige verso un calo economico a due cifre

di Balthazar

Quando il pubblico applaude un accademico che pronuncia una frase impensabile nell’ufficio di un burocrate russo, qualcosa nell’aria sta cambiando.

 

Robert Iskandrovich Nigmatulin è – nato a Mosca nel giugno del 1940 – è un accademico russo che per vent’anni ha diretto l’Istituto di Oceanologia Shirshov, membro del Presidium dell’Accademia Russa delle Scienze dal 2006.

Ebbene, Il 7 aprile Nigmatulin è salito sul palco del Forum Economico di Mosca dal titolo “Dal raffreddamento allo sviluppo. Cosa fare e quando?”.

 

Organizzato dall’associazione Rosspetsmash, il forum ha visto la partecipazione di industriali, economisti, parlamentari e giornalisti, ma Nigmatulin non ha parlato di fluidodinamica o correnti oceaniche, bensì dell’economia del paese affermando “onestamente penso che siamo nei guai” ed è passato ai numeri.

Il reddito pro capite in Russia è il più basso d’Europa. Non solo basso, ma inferiore persino a quello delle regioni più povere della Cina sottolineando che sotto la dittatura sovietica si era anche più poveri dell’Occidente, ma allora si conquistò lo spazio, l’energia nucleare e l’industria.

 

Sin qui potrebbe anche apparire un vecchio nostalgico, ma i numeri che ha dato sono impressionati.

 

La popolazione russa diminuisce di seicentomila persone ogni anno. La crescita media annua del PIL nell’ultimo decennio è stata dell’1,5%. Nello stesso periodo, i prezzi al consumo sono aumentati del 77% .

Mentre dal 2012 non è stato attuato un solo decreto presidenziale basato su indicatori fondamentali. “E per qualche ragione il presidente non chiede né punisce nessuno per questo”, ha detto.

È importante chiarire che Nigmatulin non è un blogger o un oratore di strada. È un accademico che siede nel Presidium dell’Accademia Russa delle Scienze, proprio accanto a chi prende le decisioni. Quando una persona del genere afferma che i decreti non funzionano, non si tratta di un’opinione, ma di una diagnosi.

Parlando di ingegneria meccanica ha ricordato che nel 1999, 4 milioni di persone lavoravano in questo settore. Ora ce ne sono 440mila, mentre nell’industria leggera, la riduzione è tre volte maggiore. In compenso (si fa per dire) il numero di corrieri e guardie giurate nel paese è cresciuto fino a raggiungere un milione e mezzo di addetti.

 

Più grave ancora è che In Russia ci siano 54 scienziati ogni diecimila abitanti, mentre nei paesi avanzati, la cifra è di 164.

Snocciolate queste impietose cifre ha chiesto la fine del carico fiscale sulle piccole imprese, un terzo delle quali ha già chiuso i battenti proponendo che le tasse vengano calcolate sulla produzione, ma sui grandi profitti. Ricordando che l’aliquota dell’imposta sul reddito a livello mondiale è del 30%, ma In Russia è del 15%. Quindi è necessario fermare i costosi progetti edilizi che stanno rovinando il Paese e anche cambiare la politica del personale.

Senza peli sulla lingua ha aggiuto che “gli attuali quadri dirigenti dell’economia, dell’istruzione e dei servizi sociali non sono all’altezza! Devono essere rimossi! Non abbiamo un’opposizione (e) la necessaria critica….”


Per quando riguarda i giovani ha sottolineato che la scuola è la cosa più importante
L’insegnante è al centro di tutto. Il suo stipendio, l’attenzione che riceve. Dovrebbe essere lui a prendere le decisioni più importanti a scuola. Non il preside.”

Sul federalismo “di fatto, i governatori vengono nominati. Non c’è federalismo. Ci sono troppi dettagli burocraticviche rendono inefficiente l’apparato statale. E assistiamo ogni giorno all’arresto di governatori, vicegovernatori e viceministri. Bisogna sistemare questa situazione….”

Cosa rende il discorso di Nigmatulin un evento, e non un semplice intervento in un forum? Non sono tanto i numeri – che si trovano nel rapporto Rosstat. Non sono tanto le critiche – che sono state numerose anche da parte di altri.

 

Ma se un uomo con un nome, un titolo e un posto all’interno dell’Accademia delle Scienze dichiara pubblicamente ciò che si sussurra nei corridoi dell’Accademia Russa delle Scienze da dieci anni vuo dire che anche in Russia c’è una opposizione diffusa, non solo di nostalgici e di nazionalisti Guerrafondai.

 

Tanto più che l’accademico non si è espresso a porte chiuse, ma in uno spazio frequentato da giornalisti che lo registreranno, lo pubblicheranno e lo trasmetteranno. D’altra parte non è una novità che il Forum Economico di Mosca esiste dal 2010 ed è un luogo dove si possono dire cose che non verrebbero mai dette al Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo.

 

Lo stesso presidente del Forum, Konstantin Babkin, è anche un dirigente del settore manifatturiero, presidente di Rosspetsmash che produce mietitrebbie e quindi conosce il prezzo dell’acciaio, degli affitti e della manodopera. Quando invita l’Accademico Nigmatulin al forum, sa già cosa dirà. Ed è proprio per questo che lo ha invitato.

L’ultima cosa che Nigmatulin ha detto prima di lasciare il palco è stato un ammonimento: “Ci stiamo dirigendo verso il disastro: un calo economico a due cifre. Siamo in ritardo e il tempo stringe.”

Dopo il forum, ha rilasciato un’intervista aggiungendo un dettaglio che non era presente nel suo discorso alla platea “se qualcuno ha imboccato la strada sbagliata, allora deve essere corretto. Questa è responsabilità del nostro popolo. Finché il popolo non lo capirà, la leadership del Paese non capirà cos’è il popolo”. Più chiaro di così….

Nella foto la Banca Centrale Russa

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