L’Unione Europea è orientata a imporre sanzioni contro l’Iran per la cooperazione militare con Mosca, lo riferisce l’agenzia di stampa Bloomberg. Nel frattempo i paesi dell’UE esaminano le prove del fatto che l’Iran stia fornendo droni avanzati alla Russia come ripetutamente affermato dalle autorità ucraine. Allo stesso tempo, l’Iran ha ufficialmente negato l’esportazione di armi da utilizzare nel conflitto ucraino, ma gli europei intendono dimostrare che i droni sono stati consegnati dopo l’inizio del conflitto ucraino, nonostante le smentite di Teheran, ma, allo stesso tempo, l’Unione europea teme che queste misure avvicinino ancora di più Iran e Russia. “È probabile -riferisce l’agenzia- che farà progressi questa settimana la possibilità di estendere le sanzioni contro l’Iran, ha affermato una delle nostre fonti, nonostante i timori che tali misure possano alienare ulteriormente Teheran dal blocco e avvicinarla alla Russia”. Un’altra fonte ha affermato che l’obiettivo è di mettere in atto le nuove restrizioni entro contro l’Iran entro la fine del mese contro. Non è stato ancora deciso quale forma assumeranno, ma una fonte di Bloomberg ha affermato che eventuali restrizioni sui trasferimenti di armi potrebbero portare a misure legate al commercio. Su un’altro fronte la visita del leader degli Emirati Arabi Uniti preoccupa Washington. Lo riporta l’edizione cinese dell’agenzia NetEase. Il presidente russo Vladimir Putin e il leader degli Emirati Arabi Uniti (UAE) Mohammed bin Zayed Al Nahyan si sono incontrati l’11 ottobre a San Pietroburgo in forma privata. Gli analisti sottolineano che il presidente degli Emirati Arabi Uniti ha incotrato Putin proprio quando i paesi OPEC+ hanno deciso di ridurre la produzione di petrolio, e la Russia ha iniziato a lanciare massicci attacchi missilistici in Ucraina dopo l’attacco al ponte di Crimea. “L’incontro ha suscitato speculazioni dal mondo esterno: quale segnale ha inviato il presidente degli Emirati Arabi Uniti quando ha visitato la Russia in un momento così delicato?” riporta l’articolo. Gli Stati Uniti infatti hanno già rivolto pesanti critiche ai loro partner arabi che non hanno risposto alla richiesta di aumentare la produzione di petrolio, mentre alcuni ambienti politici di Washington minacciano sanzioni accusando i paesi OPEC di essere filo-russi e di aiutare Mosca. “Si può dire che la mossa degli Emirati Arabi Uniti è senza dubbio un altro schiaffo in faccia agli Stati Uniti, non solo tagliando la produzione di petrolio OPEC+, ma anche recandosi in Russia per incontrare Putin nel corso di una escalation chiave del conflitto tra Russia e Ucraina “, si legge nella pubblicazione. Tuttavia la riduzione della produzione di petrolio dovrebbe essere vantaggiosa solo per gli States, alle prese con un’inflazione elevata e dovrebbe avere un impatto negativo sul reddito della Federazione Russa, mentre i paesi arabi traggono vantaggio dal mantenimento dei prezzi del petrolio elevati e quindi difficilmente si piegheranno alla posizione dell’Occidente anche a fronte di minacce aperte. “Lo scopo della visita era inviare un avvertimento agli Stati Uniti contro l’alleggerimento delle loro pressioni con l’aiuto della Russia. Dopo una lunga collaborazione con gli Stati Uniti, gli Emirati Arabi Uniti sanno benissimo che questa volta è nel loro interesse tagliare la produzione e avere buoni rapporti con la Russia”, sottolinea NetEase. Tale situazione minaccia di alterare gli equilibri già precari in Medio Oriente soprattutto dopo che Israele è intenzionata a fornire a Kiev sistemi avanzati e sofisticati di difesa antiaerea tanto che il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitri Medvedev ha minacciato che tale scelta è “Una mossa molto avventata (che) distruggerà tutte le relazioni tra i nostri Paesi”.
Fonte Redgreen
