“L’Iran non abbandonerà mai la nazione palestinese”. Lo ha affermato il nuovo presidente dell’Iran, Masoud Pezeshkian, aggiungendo che il suo governo, che verrà presentato nelle prossime settimane, metterà la questione palestinese al primo posto tra le priorità. “Faremo il nostro meglio per fermare la guerra e il genocidio e per raggiungere la soluzione desiderata, che è la fine dell’occupazione israeliana e la garanzia dei pieni diritti per i palestinesi”, ha detto Pezeshkian nel corso di una telefonata, con il capo dell’ufficio politico di Hamas, Ismail Haniyeh, come riferisce Mehr. Il presidente dell’Iran, eletto dopo la vittoria al ballottaggio del 28 giugno, ha fermamente condannato l’attacco di sabato da parte di Israele contro il campo profughi palestinese di Al Mawasi. “L’attacco criminale è un segno del desiderio dei sionisti di continuare il genocidio dei palestinesi e spezzare la volontà dei gruppi di resistenza, ma falliranno”, ha sottolineato Pezeshkian durante la telefonata, dove Haniyeh ha invece accusato il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, di ostacolare i colloqui per il cessate il fuoco. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Nasser Kanani, ha poi condannato l’attacco israeliano di ieri contro una scuola gestita dall’Agenzia dell’Onu per i rifugiati palestinesi (Unrwa) nella Striscia di Gaza. “Il crimine israeliano ha rivelato ancora una volta il lato oscuro e nascosto dei Paesi occidentali e la loro pretesa di essere difensori dei diritti umani”, ha scritto ieri sera Kanani su X. “Il regime israeliano si è basato sui crimini… ma la sfortunata realtà è il silenzio e l’inazione dei governi occidentali ed europei, che rivendicano la moralità, la legge e i diritti umani, ma continuano a ingannare l’opinione pubblica sulla quantità di crimini e brutalità israeliani”, ha aggiunto.
