di Giuliano Longo
Il presidente Donald Trump si è scatenato in una serie di invettive, condannando gli attacchi aerei russi in Ucraina e lamentando che gli attacchi stiano uccidendo civili. Il Presidente ha testualmente dichiarato I che a Putin “gli è successo qualcosa, è completamente impazzito”.
Mad Vlad gli risponde che è in preda a un “sovraccarico emotivo”, per non dire debole di nervi.
In questo apparente manicomio l’unico dubbio è che qualcosa gli sia davvero successo quando martedì scorso uno sciame di droni ucraini (abbattuti) ha attaccato l’elicottero di Putin mentre sorvolava l’oblast russo di Kursk liberata.
Il commento di Mad Donald pubblicato domenica ha creato grande soddisfazione a Kiev e fra alcune cancellerie Europee e ha attizzato l’’esagitato Mad Zelen che ora intima agli USA e all’Europa di passare dalle parole ai fatti. Ovvero più armi, altre sanzioni contro Mosca e miliardi per sopravvivere.
Il Presidente americano si è lamentato del fatto che le azioni della Russia stiano minando il processo negoziale che, secondo Trump, dovrebbe portare alla stipula di un cessate il fuoco. Questa è la sua interpretazione, così come l’opinione di Zelensky e dei principali alleati europei.
Ma non è la stessa opinione di Putin sebbene abbia annunciato che a breve la Russia presenterà una proposta su cosa potrebbe portare a un cessate il fuoco.
Tuttavia Mosca ha già chiarito che la guerra continuerà fino a quando non saranno raggiunti accordi sostanziali con Kiev. Ma Zelensky afferma che l’unica questione che l’Ucraina discuterà con la Russia è un cessate il fuoco, nient’altro, che è pochino mentre i russi avanzano, finché la tregua non sarà in vigore. Affermazione a conferma che nelle circostanze attuali le prospettive di un accordo negoziato sono scarse.
C’è una tendenza da parte dei vari interlocutori ad ascoltare solo ciò che vogliono sentire rifiutando qualsiasi dissonanza che comprometta i loro obiettivi. È vero che i russi sembrano sono stati fin troppo furbi nell’accettare di discutere un cessate il fuoco quando in realtà vi si opponevano.
Ma con i combattimenti in corso (come riconosciuto anche dai media più filoucraini) , la Russia sta espandendo le sue operazioni militari nella regione di Sumy adiacente a Kursk, e Putin ha lasciato intendere che la presa di Sumy sia possibile per costituire parte di quella zona cuscinetto a protezione del territorio russo.
Ci sono notizie secondo cui Kiev sta già evacuando decine di villaggi in quell’area a conferma che i russi avanzano rapidamente sia verso Sumy che altrove lungo la linea di contatto occupando villaggi e piccole città e isolando roccaforti chiave come Pokrovsk, un importante snodo logistico ucraino e centro industriale.
Come riportato dai media occidentali, ma con un certo scetticismo, russi affermano che lo scorso martedì gli ucraini hanno attaccato l’elicottero del presidente Putin sopra Kursk con 46 droni, tutti presumibilmente abbattuti dalle difese aeree russe.
L’incidente, così come riportato dai russi, sembrerebbe violare gli impegni reciproci che risalgono allo sforzo di mediazione dell’allora primo ministro israeliano Naftali Bennett che incontrò Vladimir Putin il 5 marzo 2022 a Mosca.
Allora chiese e ottenne da Putin la promessa che i russi non avrebbero tentato di uccidere Zelensky. Successivamente, Bennett telefonò a Zelensky per trasmettergli la promessa di Putin. Prima dell’accordo si erano verificati attacchi al bunker di Zelensky, presumibilmente organizzati da Yevgeny Prigozhin del gruppo Wagner e dalle forze speciali cecene.
L’attacco i all’elicottero di Putin su Kursk è avvenuto il 20 maggio 2025 senza che il viaggio del presidente non è mai stato pubblicamente annunciato, mentre la notizia è stata pubblicata solo alcuni giorni dopo il suo rientro a Mosca con l’ovvia approvazione del Cremlino.
Ci si chiede allora come gli ucraini potessero essere a conoscenza del viaggio del presidente russo e In proposito circolano diversi scenari.
I primi riguardano le intercettazioni di comunicazioni militari russe, altri spie all’interno della Russia o del comando militare russo, oppure una sofisticata sorveglianza da parte degli alleati NATO dell’Ucraina.
Il fatto che gli ucraini abbiano utilizzato droni e non missili o aerei da combattimento potrebbe anche indicare che l’attacco all’elicottero sia stato organizzato frettolosamente.
Il presidente Trump non ha minimamente accennato all’attacco subito dall’amico Putin e ora minaccia ora nuove sanzioni alla Russia, con una mossa che probabilmente porrà fine a qualsiasi riconciliazione tra Mosca e Washington.
L’implicazione è che gli Stati Uniti si troveranno senza un ruolo concreto nella fine della guerra in Ucraina. In un quadro più ampio, il tentativo di Washington di abbassare la propria visibilità in Europa potrebbe rivelarsi politicamente e militarmente impossibile, costringendo gli Stati Uniti a cercare di competere contemporaneamente con Russia e Cina.
Come ha ammesso il vicepresidente J.D. Vance nel suo discorso di commiato all’Accademia Navale degli Stati Uniti, “l’era del dominio incontrastato degli Stati Uniti è finita”.
Ma se davvero l’attacco all’elicottero mirasse a far fuori Putin Se allora si sarebbe oltrepassato il limite e l’accordo Bennett per proteggere Zelensky. .
A Kiev nei giorni scorsi è circolata la notizia che sotto i bombardamenti su Kiev, Zelensky si sia rifugiato nel suo bunker sotterraneo e non partecipi ad eventi pubblici. Notizia che la propaganda russa si è affrettata a diffondere.
Tuttavia la falsa pista della l’apparente demenza di Putin alimenta la decisione dei partner occidentali a non imporre alcuna limitazione di gittata alle armi consegnate all’Ucraina per l’impiego contro obiettivi russi, lo ha affermato ier il cancelliere tedesco Friedrich Merz.
“Non ci sono più restrizioni sulla gamma di armi consegnate all’Ucraina , né da Regno Unito, né da Francia, né da noi. Nemmeno da parte degli Stati Uniti”, ha dichiarato Merz durante un forum di discussione organizzato dal canale WDR.
“Ciò significa che l’Ucraina ora può difendersi, ad esempio, attaccando posizioni militari in Russia”, ha aggiunto il cancelliere. “Fino a poco tempo fa, non poteva farlo e, a parte pochissime eccezioni, non lo aveva nemmeno fatto” fingendo di ignorare che le migliaia di droni e le decine di missili lanciati all’interno della federazione anche per centinaia di chilometri che hanno colpito strutture energetiche e abitazioni anche a Mosca.
L’Ucraina ha già ricevuto missili a lungo raggio dagli Stati Uniti, dal Regno Unito e dalla Francia, tra cui ATACMS, Storm Shadow e SCALP, ma inizialmente le era stato consentito di schierarli solo contro le forze militari russe nei territori ucraini occupati.
Ovviamente compresa la Crimea il cui ponte che la collega alla Russia è perennemente nel mirino dell’intelligence occidentale dopo che fu seriamente danneggiato nel luglio 2023 con l’esplosione di un TIR carico di esplosivo. .
Solo alla fine del 2024, l’amministrazione statunitense Biden e altri alleati eliminarono le restrizioni, consentendo all’Ucraina di utilizzare missili a lungo raggio nelle regioni di confine e Trump, allora in campagna elettorale, aveva criticato la decisione del vecchio Joe dandogli praticamente del rimbambito.
Prima di diventare cancelliere, Merz aveva annunciato che avrebbe revocato il divieto imposto dal suo predecessore, Olaf Scholz, sulla consegna di missili Taurus a Kiev , in grado di colpire obiettivi a una distanza di 500 chilometri. Questa potrebbe essere la volta buona per la consegna dei missili tedeschi r magasri las volta buona perché qualche missile russo cada a occidente verso il confine ucraino.
Follia per follia, ci chiediamo se siano davvero impazziti tutti Potenti coinvolti in questo conflitto o ci stiano lucidamente gettando verso la guerra totale in Europa!
