La possibile fornitura di missili da crociera statunitensi Tomahawk all’Ucraina segnerebbe “una fase completamente nuova di escalation” tra Mosca e Washington. Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin parlando a un forum a Sochi. I Tomahawk, con una gittata di circa 2.400 chilometri, darebbero all’Ucraina la possibilità di colpire obiettivi nel cuore della Russia. Secondo il leader del Cremlino, si tratta di “una minaccia per la Russia” ma non cambierebbero l’andamento della guerra. “Possono farci del male, sì, certo. Ma li abbatteremo e miglioreremo i nostri sistemi di difesa aerea”, ha affermato Putin, sottolineando che “l’utilizzo di questi missili senza la partecipazione diretta del personale militare americano è impossibile. Questo equivarrebbe a una nuova fase di escalation tra Russia e Stati Uniti”. Le dichiarazioni arrivano dopo notizie secondo cui gli Stati Uniti avrebbero condiviso con Kiev informazioni di intelligence su infrastrutture energetiche russe a lungo raggio. Putin ha anche replicato a Donald Trump, che nei giorni scorsi aveva definito la Russia “una tigre di carta”. “Se stiamo combattendo contro l’intero blocco Nato e avanziamo con fiducia, e questa è una tigre di carta, cosa dovremmo dire allora della Nato?”, ha detto il presidente russo, ribadendo che “le truppe di Mosca mantengono con sicurezza” l’iniziativa strategica in Ucraina.
E Rutte mette in allarme l’Italia: “I missili russi potrebbero colpire anche Roma”
“Siamo tutti in pericolo. I più avanzati missili russi potrebbero colpire Roma, Amsterdam o Londra a cinque volte la velocità del suono. Non possono essere intercettati con i nostri sistemi anti-missile tradizionali. Perciò sono un gravissimo pericolo. Significa che siamo tutti sul fronte orientale, non solo l’Estonia, la Polonia o la Romania, ma anche l’Italia”. A lanciare l’allarme attraverso i microfoni del Tg1 è stato ieri Mark Rutte. Alla domanda se Putin possa attaccare veramente la Nato, il segretario della Nato ha spiegato che “dobbiamo stare estremamente attenti con Putin. È già il nostro principale avversario, la principale minaccia nel lungo periodo, ma dal punto dell’incremento delle sue capacità militari potrebbe effettivamente rappresentare una minaccia credibile contro la Nato, come hanno sottolineato alcuni colleghi europei”. Durante l’intervista, Rutte ha parlato anche del ruolo dell’Italia, nel supporto all’Ucraina: “È cruciale, il vostro presidente del Consiglio è un leader di grande caratura, rispettato negli ambienti governativi di tutto il resto del mondo, tra i quali quello di Washington e dal presidente americano. L’Italia ha supportato l’Ucraina dal primo giorno” ha concluso il segretario della Nato. Arrivando al vertice della Comunità politica europea a Copenaghen, Rutte ha commentato anche le recenti incursioni di droni russi sui cieli del nord Europa: “Ci siamo riuniti all’Aja per impegnarci nel raggiungere il 5% di spese per la difesa”, ha spiegato. “Dopo gli sconfinamenti di droni in Polonia ed Estonia la Nato ha reagito in maniera forte e la Russia lo ha notato. Siamo stati pronti e abbiamo scortato gli aerei fuori dai paesi interessati: è esattamente quello per cui ci addestriamo”.
Red
