di Roberto Vivaldelli (*)
Nuovi documenti resi pubblici dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti gettano nuova luce sulla vita privata del defunto finanziere e pedofilo condannato Jeffrey Epstein. Secondo quanto riportato dal Telegraph, Epstein avrebbe confessato a una delle sue vittime di essere il padre biologico del figlio, mostrando una fotografia della presunta madre del bambino.
Il quotidiano britannico, in un articolo a firma di Fiona Parker e Janet Eastham, cita documenti dell’FBI datati gennaio 2020. Una donna, che afferma di essere stata sessualmente abusata da Epstein per anni a partire dai 16 anni, ha raccontato agli investigatori di aver visto nella sua residenza di New York una foto di una donna bionda su una spiaggia. «Epstein le disse che quella era la madre di suo figlio», si legge nelle note dell’FBI.
La testimonianza shock su Epstein
La stessa testimone descrive anche una scultura del torso della stessa donna, definita da Epstein come un calco del corpo della persona in questione. Secondo le sue parole riportate nei documenti: «C’era una scultura del torso, come un calco – Epstein disse che quel calco era di questa donna e che questa donna era perfetta. Affermò che suo marito sarebbe stato molto fortunato». La vittima ha dichiarato di aver incontrato Epstein nel 2005, quando era una modella adolescente.
Non è la prima volta che emergono accuse relative a possibili figli di Epstein. Nei giorni scorsi, The Times ha riportato la testimonianza di un’altra vittima che afferma di aver dato alla luce una bambina intorno al 2002, all’età di 16 o 17 anni. La neonata sarebbe stata portata via dalla madre pochi minuti dopo il parto, sotto la supervisione di Ghislaine Maxwell.
Inoltre, il Daily Mail ha documentato diversi episodi in cui Epstein avrebbe chiesto a donne di portare in grembo un suo figlio. Tra le milioni di pagine e immagini rilasciate dal Dipartimento di Giustizia figurano anche fotografie che ritraggono Epstein con una donna che tiene in braccio un bambino nella sua casa di New York, nonché altre immagini del magnate con un bambino non identificato in braccio o su un aereo.
Materiale vittima di hackeraggio
Sempre sul fronte degli Epstein files, secondo un’esclusiva della Reuters un hacker straniero avrebbe compromesso nel 2023 alcuni file relativi all’indagine federali sul magnate. L’intrusione, avvenuta il 12 febbraio 2023 presso l’ufficio di New York del Bureau, è stata causata da una «vulnerabilità lasciata accidentalmente aperta» su un server del laboratorio forense per lo sfruttamento minorile da parte dell’agente speciale Aaron Spivack.
Secondo una fonte informata e documenti del Dipartimento di Giustizia resi pubblici di recente, l’hacker ha esplorato file pertinenti all’indagine Epstein, anche se non è chiaro se abbia scaricato dati o quali esattamente siano stati interessati. L’FBI ha definito l’incidente «isolato», ha bloccato l’accesso all’intruso e ha risolto il problema di rete, precisando che le indagini proseguono senza ulteriori commenti.
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