“Io penso che ci sia bisogno di un cambiamento perché la giustizia è uno dei tre poteri fondamentali che servono a far camminare l’Italia, ma anche quello che in 80 anni noi non siamo mai riusciti a riformare in modo sostanziale. Siccome la giustizia ha un ruolo determinante su moltissime questioni che impattano sulla vita quotidiana dei cittadini, dalla sicurezza alla salute, dall’immigrazione alla libertà personale, dal lavoro all’ordine pubblico, se non funziona adeguatamente il meccanismo che serve a far camminare questa nazione si inceppa”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo su Rtl 102.5 sul tema legato al prossimo referendum sulla separazione delle carriere.
“Quindi riformare la giustizia è fondamentale per rendere questa nazione moderna – sottolinea -. Il paradosso è che non ci si è mai riusciti e penso che se non ci riusciamo stavolta non avremo un’altra occasione”. “Possono continuare a dire che così scivoliamo verso un sistema illiberale, perché qui si grida sempre alla paura quando si cerca di cambiare qualcosa, ma io continuerò a rispondere che la separazione delle carriere è già in vigore in almeno 21 Stati membri dell’Unione europea su 27. Quindi sono tutti stati illiberali o siamo noi che siamo rimasti indietro perché qui ogni volta che si cerca di modernizzare il sistema si grida al rischio per la democrazia?”, prosegue ancora Meloni attaccando poi chi è contrario alla riforma: “Dicono che noi vogliamo controllare la magistratura perché non possono dire la verità, e cioè che loro vogliono controllare la magistratura e che noi stiamo facendo una riforma che impedisce alla politica di qualsiasi estrazione di controllare la magistratura. Hanno bisogno di mentire ma è un’accusa che non sta in piedi e che viene ripetuta nonostante non ci sia proprio argomento per sostenerla semplicemente perché il fronte del No ha delle oggettive difficoltà a dire la verità”. Infine, parlando dell’obiettivo finale del referendum, la premier sottolinea che è il suo “obiettivo personale è modernizzare l’Italia. Il mio obiettivo personale è che questa nazione possa riformare le cose che non funzionano, perché se noi non riusciamo a riformare le cose che non funzionano questa nazione è molto difficile da rimettere dove secondo me deve stare. Quindi rifiuto l’idea che in Italia ogni volta che si cerca di toccare qualcosa, che si cerca di cambiare qualcosa, che si cerca di migliorare qualcosa, ci sia una levata di scudi come se questa nazione non si potesse mai modernizzare”. “Io voglio una nazione che pensi in grande, che sia in grado di correggere le sue storture, le sue degenerazioni. Per questo però è importante la mobilitazione dei cittadini – conclude Meloni – perché noi la nostra parte l’abbiamo fatta. Sono decenni che sentiamo dire che la giustizia in Italia non funziona adeguatamente. Questa è una riforma che corregge la questione alla base. Se non si riesce a fare questa riforma sarà molto difficile far camminare la giustizia. Noi ci eravamo presi un impegno con i cittadini a fare questa riforma, oggi serve un referendum confermativo e penso che i cittadini che sono d’accordo, che so essere la maggioranza, a una riforma del genere e a una giustizia che funzioni meglio debbano spendere cinque minuti del loro tempo il 22 e 23 marzo per andare a mettere una croce perché se non si è disposti a fare questo poi è difficile anche lamentarsi di quello che non funziona in Italia. Io sono disposta a cambiare tutto quello che non funziona in questa nazione, probabilmente tanti altri non avrebbero avuto il coraggio di fare una riforma del genere. Questo governo ce l’ha avuta, però adesso serve che i cittadini diano una mano”.
