di Emilio Orlando (*)
Roma, 15 apr. (LaPresse) – Un uomo ‘cerniera’ capace di unire diverse generazioni di criminali romani e di farli collaborare tra loro, facendo all’occorrenza anche da paciere nelle faide. Nonostante fosse stato in passato ex boss della ‘bandaccia’, viveva un’esistenza quasi ritirata, fatta di casa e lavoro, cuoco provetto e stimato nel rinomato ristorante del fratello nel cuore del quartiere Testaccio, ma abile broker della droga e delle armi clandestine.
Proprio all’alba di oggi, i Carabinieri del comando provinciale di Roma hanno eseguito una vasta operazione coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura capitolina, che ha portato all’arresto di tredici persone. Gli uomini dell’Arma hanno bussato alla porta di Raffaele Pernasetti, 75 anni, detto ‘er Palletta’, ex esponente della Banda della Magliana. Secondo quanto emerso, Pernasetti lavorava come cuoco nel ristorante di famiglia nel quartiere Testaccio, indicato dagli investigatori come uno dei luoghi utilizzati per incontri tra affiliati. Nell’ordinanza emessa dal gip del Tribunale di Roma, Emanuela Attura, vengono contestati, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione e porto illegale di armi e munizioni, ricettazione, lesioni personali, estorsione, tentata rapina e tentato omicidio, in alcuni casi aggravati da modalità mafiose. In carcere sono finiti anche Manuel Severa, già detenuto per l’omicidio di Cristiano Molè avvenuto il 15 gennaio 2024 al Corviale, Manolo Bardeglinu, Alessandro De Angelis, Claudio Di Lodovico, Simone Di Matteo, Danilo Livi, Fabrizio Marinucci e Daniele Medori. Agli arresti domiciliari Daria Di Silvestro, Manuel Peccia, Fabiola e Damiano Piacenti. Tra gli indagati a piede libero risultano anche Alessandro Capriotti e Alessandro Corvesi, entrambi già noti alle cronache giudiziarie. Capriotti, soprannominato “il Miliardero” o “il Fornaro”, era emerso nelle indagini sull’omicidio di Fabrizio Piscitelli, detto ‘Diabolik’, ex capo degli Irriducibili della Lazio ucciso nel 2019 al parco degli Acquedotti, risultando vicino ad ambienti della criminalità legati al traffico di droga. Corvesi, ex calciatore della Primavera della Lazio, era invece finito sotto indagine per reati di stupefacenti e, dopo il suo arresto, aveva manifestato propositi violenti nei confronti dei magistrati che si occupavano del suo caso. Secondo gli investigatori, al vertice dell’organizzazione dedita allo spaccio vi sarebbero Pernasetti e Severa. Il primo avrebbe svolto un ruolo di mediatore per l’acquisto di consistenti quantitativi di cocaina. Le indagini hanno documentato incontri frequenti tra gli indagati, anche attraverso attività tecniche e intercettazioni. Nel corso del blitz sono stati sequestrati quantitativi di sostanze stupefacenti e armi. Durante una perquisizione in via Guglielmo Mengarini sono stati rinvenuti due quaderni contenenti regole interne all’organizzazione, con indicazione di sanzioni economiche per chi non rispettava le disposizioni, tra cui multe per l’uso improprio dei telefoni o per ritardi agli appuntamenti. L’inchiesta trae origine da precedenti indagini che avevano già evidenziato l’esistenza di un gruppo di narcotrafficanti operante nel quartiere San Basilio, con collegamenti con esponenti della ‘ndrangheta. Durante tali accertamenti era stato documentato anche un incontro tra Pernasetti e soggetti legati alla famiglia Marando. Raffaele Pernasetti, nato a Roma il 20 dicembre 1950, è stato uno dei componenti storici della Banda della Magliana, attiva tra gli anni Settanta e Novanta. Arrestato nel 1994, è stato condannato in appello nel 1998 nell’ambito del processo contro l’organizzazione. Dopo un periodo di detenzione, nel 2011 aveva ottenuto la semilibertà, avviando un percorso lavorativo nel settore della ristorazione. “Ringrazio la Dda di Roma e l’arma dei Carabinieri. L ’operazione condotta oggi a Roma è un altro colpo importante contro la criminalità organizzata. L’arresto di tredici persone coinvolte in gravi reati, tra cui un noto esponente della criminalità romana, conferma che lo Stato c’è e che non intende arretrare. È questo il segnale che i cittadini onesti si aspettano: presenza, fermezza, legalità”. Così sui social la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. “Il Governo andrà avanti con determinazione, perché sulla sicurezza, sulla legalità e sulla lotta alle mafie non accettiamo compromessi”, conclude la premier.
(*) La Presse
