Oggi, a distanza di ottant’anni, nuove tensioni rischiano di riaprire vecchie ferite. La Russia di Putin ha rispolverato una visione imperiale del potere: l’invasione dell’Ucraina ne è la manifestazione più drammatica. Con la guerra alle porte d’Europa, Mosca sfida l’ordine internazionale e minaccia apertamente i Paesi confinanti. Allo stesso tempo, l’America di Trump adotta una strategia isolazionista e imprevedibile, che mina il legame transatlantico. Il disinteresse per la NATO, l’ambiguità verso l’Europa e la simpatia per leader autoritari sono segnali inquietanti. Se queste due potenze continueranno a disprezzare le istituzioni multilaterali e a coltivare una politica di potenza, il rischio è quello di un mondo sempre più instabile, dove il diritto lascia spazio alla forza. L’Europa è il bersaglio comune: troppo democratica per Putin, troppo autonoma per Trump. E intanto, nuove faglie si aprono anche nel Sud globale, tra alleanze filorusse e interessi filo-occidentali. Il mondo multipolare che si delinea rischia di diventare multipolarizzato: con blocchi contrapposti, tensioni permanenti e conflitti regionali pronti a esplodere.
