La guerra di Putin

Sale l’allerta per i jet russi che sconfinano nello spazio aereo Nato

di Andrea Maldi

Alcune ore fa altri velivoli russi sono stati avvistati nei cieli dell’Alaska e dell’Europa, in Lettonia.

Lo spazio aereo sorvolato da due bombardieri strategici Tu-95 e due caccia Su-35 russi sarebbe internazionale – come ha specificato il North American Aerospace Defense Command (NORAD) – ossia un quadrante aereo di difesa dell’Alaska (Adiz), a ridosso dei cieli americani e canadesi.

Gli Stati Uniti hanno fatto alzare in volo quattro aviocisterne tanker Kc-135 e quattro F-16 per individuare gli aerei russi, ritenuti non costituire una minaccia.

Sorte simile nello spazio aereo della Lettonia: la Nato ha spedito in volo due Saab JAS 39 Gripen ungheresi per localizzare tre Mig-31, un Su-35 e un Su-30 russi, considerati anch’essi non minacciosi.

 

Non sono casi isolati, già ai primi di settembre alcuni droni ritenuti russi avevano sconfinato negli spazi aerei sovrani di Danimarca e Svezia.  La sensazione è che Mosca non operi senza un piano preciso, ma che voglia testare mezzi e tempistiche della Nato per difendere i propri confini.

Il presidente Usa Donald Trump ha affermato che i Paesi membri della Nato dovrebbero abbattere tutti i velivoli russi che sorvolino illecitamente i loro spazi aerei nazionali.

Subito la replica dell’ambasciatore russo a Parigi, Alexey Meshkov, che ha tuonato: “Ci sono molti aerei della Nato che violano lo spazio aereo russo, deliberatamente o meno, ma succede abbastanza spesso, dopodiché non vengono abbattuti… Se un nostro velivolo dovesse essere abbattuto sarebbe una dichiarazione di guerra alla Russia”.

 

Intanto, nella notte tra giovedì e venerdì, sono stati avvistati altri droni sospetti sempre nei cieli tra Danimarca e Svezia, sono stati interrotti tempestivamente i traffici aerei.

Nella giornata di ieri si è svolto un meeting tra i ministri della difesa dei sette Stati membri di confine dell’Est Europa, Bulgaria, Estonia, Finlandia, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania, e Ucraina con i vertici della Commissione Ue per un confronto sull’eventualità di lanciare un “muro di droni” difensivo, auspicato dalla Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen.

Recentemente il Commissario europeo per la difesa e lo spazio Andrius Kubilius ha dichiarato: “L’Europa deve mettere a punto piani regionali congiunti, i radiolocalizzatori installati per difendere il nostro spazio aereo da missili o caccia non sono sempre efficaci quando si tratta di rilevare i droni. Per distruggere i droni, oggi, sono necessarie tre cose: intercettori anti-drone, capacità di guerra elettronica e capacità tradizionali, come l’artiglieria Zenit, in grado di abbattere i droni”.

Alcuni giorni fa, sempre il Commissario Ue alla Difesa, dopo che la Polonia ha invocato l’articolo 4 della Nato per lo sconfinamento di droni ritenuti russi nel suo spazio aereo, si è detto certo su un possibile conflitto bellico russo-europeo in tre o quattro anni.

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