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Sanità: da Regione Toscana 32 mln per ridurre liste d’attesa

Potenziare l’attività all’interno dei presidi sanitari, risorse straordinarie per svolgere prestazioni nel privato (laddove necessario) e quesiti diagnostici standardizzati con suggerimento di indicazioni cliniche e classe di priorità per l’accesso a visite e diagnostica. Per contrastare e provare a ridurre il fenomeno delle liste di attesa in sanità la Regione Toscana conferma quanto già messo in campo negli ultimi tre anni, affinando gli strumenti: da un lato una verifica sull’appropriatezza delle prescrizioni, a fronte di un aumento della domanda, tra il 2019 e il 2024, che è stato del 43 per cento tra visite e prestazioni ambulatoriali, e dall’altro risorse per ampliare ulteriormente l’attività aggiuntiva di medici e tecnici oltre il normale orario di lavoro, a cui si aggiunge – laddove necessario – un incremento della spesa per le prestazioni svolte in strutture private convenzionate.

Trentadue milioni di euro saranno complessivamente destinati a questi due obiettivi nel 2026: 20 milioni per l’attività interna (due in più rispetto allo scorso anno) e 12 milioni di maggiori risorse per il privato accreditato, dove le aziende sanitarie toscane avranno dunque per quest’anno un tetto economico complessivo di 329 milioni di euro. I dodici milioni aggiuntivi sono tutti riservati a prestazioni destinate a residenti in Toscana. Una quota dei 32 milioni stanziati con il piano liste di attesa 2026, pari a quattro milioni, è vincolata all’esito dei monitoraggi dei tempi di attesa e potranno accedervi le aziende che faranno registrare miglioramenti significativi sulle prestazioni più critiche, come ad esempio dermatologia ed oculistica.

“Si tratta di un investimento forte – commentano il presidente della Toscana Eugenio Giani e l’assessora al diritto alla salute e alle politiche sociali Monia Monni -: un investimento che sta totalmente sulle spalle della Regione perché, al di là delle chiacchiere, il governo non ha messo un euro in più sul contenimento delle liste di attesa”.

“In Toscana la sanità è al primo posto dell’agenda politica – prosegue Giani – e nel garantire l’alta qualità delle cure e dell’assistenza del nostro servizio sanitario pubblico e provare addirittura a migliorare l’offerta non giochiamo solo in difesa ma all’attacco”.

“Con queste misure, che quest’anno vengono ulteriormente potenziate – spiega l’assessora -, l’anno scorso abbiamo recuperato quasi 16 mila interventi chirurgici e oltre 356 mila prestazioni ambulatoriali. Quest’anno – conclude – confidiamo ulteriormente di migliorare, con un intervento che mira a provare a contenere il fenomeno delle prescrizioni inappropriate: un fenomeno evidente nei numeri e che vogliamo contrastare lavorando assieme alla comunità scientifica”.
Toscana: chiude bilancio servizio sanitario 2025 con 80 mln aggiuntivi
Con 80 milioni di euro aggiuntivi la Regione Toscana chiude in pareggio il bilancio consolidato 2025 del servizio sanitario toscano. Le risorse arrivano dalla prima variazione del triennio in corso che prevede, per il 2026, un aumento di 30 milioni di euro sui volumi complessivi di entrata e spesa, tutti relativi all’ambito sanitario. Le maggiori entrate sono la conseguenza di un adeguamento della previsione di gettito dell’addizionale regionale Irpef, ad aliquote invariate, sulla base di stime del Ministero dell’economia e delle finanze. Ai 30 milioni si aggiungono 25,72 milioni accantonati a garanzia del pagamento delle rate di mutuo di enti del servizio sanitario, non più necessari, e 24,27 milioni prelevate dal fondo di riserva. Complessivamente fanno per l’appunto 80 milioni.

La proposta di legge è stata approvata nei giorni scorsi dalla giunta e inviata all’esame del Consiglio regionale. Alla tutela della salute e alla copertura dello squilibrio di bilancio 2025 del servizio sanitario regionale erano già stati destinati 132 milioni di euro di addizionale Irpef 2026. Altri 52 milioni di euro erano in bilancio. Complessivamente le risorse utilizzate per la chiusura in pareggio dei conti della sanità ammontano a 264 milioni.

“La sanità pubblica ha bisogno di più risorse e gli stanziamenti nazionali sono insufficienti: il fondo sanitario cresce troppo poco, rispetto anche ai costi che aumentano in conseguenza dell’inflazione – commenta il presidente della Toscana, Eugenio Giani – Il problema non è solo della Toscana: da noi diventa più visibile perché garantiamo assistenza oltre i livelli essenziali nazionali di assistenza. Ma rivendichiamo con orgoglio la scelta di investire in sanità. convinti dell’importanza di un servizio sanitario pubblico e universalistico capace di venire incontro ai bisogni di salute delle persone senza fare differenze. Un investimento – ribadisce – e non una spesa”.

“Queste risorse – dettaglia l’assessora alla Sanità Monia Monni – vanno a coprire bisogni che non vengono riconosciuti dal Fondo sanitario nazionale, cure che noi decidiamo di offrire comunque ai cittadini e alle cittadine toscane perché le riteniamo indispensabili. Per fare alcuni esempi, una parte del trasporto sanitario è coperta con le risorse aggiunte dalla Regione, le terapie Abba per i bambini autistici sono finanziate così: anche le parrucche per le malate oncologiche, una misura che ci serve a dire alle pazienti che non sono soltanto la malattia che portano. Lo stesso potremo dire di una larga parte dei medicinali e delle cure di cui hanno bisogno i bambini e le bambine che soffrono di malattie rare: necessità importanti, di cui la nostra Regione decide di farsi carico”.
Red

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