È di otto morti e ventisette feriti il bilancio della sparatoria avvenuta in una scuola secondaria a Tumbler Ridge, ex cittadina mineraria a nord di Vancouver, Canada, di poco più di due mila abitanti. Con il passare delle ore sono emersi ulteriori dettagli dopo le prime vaghe informazioni su come si sia sviluppata quella che è una vera e propria strage di giovanissimi.
IL KILLER, CHI È
Secondo le prime ricostruzioni, della mattinata, ad aprire il fuoco alla Tumbler Ridge Secondary School, sarebbe stata una donna che si sarebbe uccisa prima dell’arrivo della polizia. Gli ultimi aggiornamenti invece, dati dalla polizia federale canadese nel corso di una conferenza stampa a Surrey, Columbia Britannica, hanno fatto luce sull’identità del presunto attentatore, trovato poi senza vita nell’istituto, per una feria d’arma da fuoco autoinflitta. Si tratta di Jesse Va Rootselaar, 18 anni. Come riferisce l’emittente canadese Cbc, il vice commissario Dwayne McDonald ha spiegato ai cronisti che Van Rootselaar alla nascita di genere maschile, si era identificata poi come donna e aveva iniziato la transizione circa sei anni fa. Aveva abbandonato la scuola circa quattro anni fa.
LA POLIZIA AVEVA GIÀ SEQUESTRATO LE ARMI ALL’ASSASSINO
Prima della sparatoria nell’istituto scolastico si ritiene che la killer abbia ucciso la madre e il fratello a casa propria, per poi essersi diretta nella scuola che si trova non distante dall’abitazione. Secondo McDonald, la polizia era già intervenuta in passato nella casa del sospettato, a seguito di chiamate e segnalazioni per problemi derivati dalla sua salute mentale e aveva sequestrato armi da fuoco, che però sono state successivamente restituite.
LE VITTIME, CHI SONO
Oltre alla madre e al fratello, le vittime di Van Rootselar sono un’insegnate di 39 anni e 5 giovanissimi: tre ragazzine di 12 anni, e due ragazzini di 12 e 13 anni. Un corpo senza vita è stato trovato in una tromba delle scale e altri nella biblioteca della scuola, una vittima è morta durante il trasporto in ospedale.
Gli agenti all’interno della scuola hanno recuperato un’arma lunga e una pistola modificata. Nessuna delle due era intestata a Van Rootselaar, la cui licenza di porto d’armi è scaduta nel 2024. La polizia non ha però chiarito il movente, è stato riferito solo che non è stato trovato alcun biglietto che potesse spiegare il gesto.
IL CORDOGLIO DEL PREMIER CANADESE CARNEY
Sui social le parole del primo ministro canadese Mark Carney che si è detto devastato dalla vicenda: “Le mie preghiere e le mie più sentite condoglianze vanno alle famiglie e agli amici che hanno perso i propri cari in questo orribile atto di violenza. Mi unisco ai canadesi nell’esprimere la mia solidarietà a coloro le cui vite sono cambiate per sempre oggi e nel rendere omaggio al coraggio e all’altruismo dei primi soccorritori che hanno rischiato la vita per proteggere i loro concittadini. La nostra capacità di restare uniti nei momenti difficili è la cosa migliore del nostro Paese: la nostra empatia, la nostra unità e la nostra compassione reciproca”.
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