Intervista all’Ambasciatrice del Ghana in Italia. Il 6 marzo prossimo a Roma, si celebra il 69° anniversario dell’Indipendenza del Ghana
L’alta diplomatica: “Puntiamo su settori strategici come energia, agroindustria, infrastrutture e manifattura”
di Michele Rutigliano (*)
A pochi giorni dalla celebrazione del 6 marzo, data simbolo dell’Indipendenza del Ghana, Roma si prepara ad accogliere un appuntamento diplomatico e istituzionale di grande rilievo. La ricorrenza sarà celebrata al Rome Cavalieri con la partecipazione delle autorità italiane, del corpo diplomatico e della comunità ghanese. Ne parliamo con la nuova Ambasciatrice del Ghana in Italia, S.E. Mona-Helen Kabuki Quartey che il 19 febbraio scorso ha presentato le Lettere Credenziali al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
Ambasciatrice, partiamo proprio dalla cerimonia al Quirinale. Che significato ha avuto per lei e per il Ghana?
È stato un momento di grande intensità istituzionale. La presentazione delle credenziali segna formalmente l’inizio della missione diplomatica, ma rappresenta anche un passaggio simbolico di rinnovata fiducia tra i nostri Paesi. Nel colloquio con il Presidente Mattarella abbiamo riaffermato la solidità dei rapporti bilaterali e la volontà comune di rafforzarli ulteriormente, in un contesto internazionale che richiede dialogo e cooperazione responsabile.
Il 6 marzo il Ghana celebra la propria Indipendenza. Che valore assume questa ricorrenza nel contesto delle relazioni con l’Italia?
La Festa dell’Indipendenza è per noi un momento di memoria e di visione. Ricordiamo il percorso di emancipazione e di costruzione democratica del nostro Paese, ma guardiamo anche al futuro. Celebrarla a Roma significa sottolineare l’importanza del partenariato con l’Italia e con l’Europa. Sarà un’occasione per ribadire che Ghana e Italia condividono obiettivi comuni: sviluppo sostenibile, stabilità regionale e crescita inclusiva.
Nel corso dell’incontro al Quirinale si è parlato di cooperazione economica. Quali sono le priorità?
Il Ghana è tra le economie più dinamiche dell’Africa subsahariana. Puntiamo su settori strategici come energia, agroindustria, infrastrutture e manifattura. L’Italia, con il suo modello di piccole e medie imprese e con l’eccellenza nel comparto agroalimentare e tecnologico, è un partner naturale. Vogliamo favorire un aumento degli scambi commerciali e attrarre investimenti qualificati, creando condizioni favorevoli e stabili per le imprese italiane interessate al nostro mercato.
Un capitolo centrale è quello infrastrutturale, legato al programma “Big Push”. Di cosa si tratta?
Il “Big Push” è un piano strategico volto a rafforzare reti di trasporto, energia e servizi essenziali, per sostenere una crescita strutturale e duratura. Stiamo investendo in strade, porti, logistica e reti energetiche. In questo ambito, le competenze italiane possono offrire un contributo significativo, sia in termini di tecnologia sia di progettazione sostenibile. L’obiettivo è costruire infrastrutture moderne, capaci di favorire integrazione regionale e sviluppo economico.
Energia e risorse naturali restano un tema centrale per il Ghana. Qual è la vostra visione?
Il Ghana ha consolidato la propria posizione nel settore petrolifero e del gas, ma siamo consapevoli dell’esigenza di una transizione energetica equilibrata. Puntiamo a valorizzare le risorse esistenti, investendo al contempo in energie rinnovabili e innovazione tecnologica. La cooperazione con l’Italia può aiutarci a integrare sostenibilità ambientale e crescita economica, in linea con gli impegni globali sul clima.
Nel comunicato stampa che avete diramato subito dopo l’incontro con il Presidente Mattarella, si sottolinea molto il tema dell’istruzione tecnica e professionale. Perché è così strategico?
Perché la crescita economica deve tradursi in opportunità concrete per i giovani. Vogliamo rafforzare la formazione tecnica e professionale, sviluppando partenariati tra università, istituti specializzati e imprese. Scambi accademici, programmi congiunti e mobilità studentesca sono strumenti fondamentali per creare competenze adeguate alle esigenze del mercato del lavoro contemporaneo. Investire nell’istruzione significa costruire una partnership solida e duratura.
Anche il turismo e la cultura sono stati citati come ambiti di collaborazione.
Assolutamente. Il turismo rappresenta un potente strumento di dialogo tra i popoli. Il Ghana offre un patrimonio storico e naturale straordinario, così come l’Italia è una destinazione di eccellenza mondiale. Intendiamo promuovere flussi turistici in entrambe le direzioni e favorire collaborazioni tra operatori del settore. La dimensione culturale è altrettanto importante: arte, musica, ricerca scientifica e scambi culturali rafforzano la conoscenza reciproca e il rispetto tra le nostre società.
Che ruolo può svolgere la comunità ghanese residente in Italia?
È un ponte prezioso tra i due Paesi. La comunità ghanese contribuisce attivamente alla società italiana e mantiene un legame forte con il Ghana. Attraverso iniziative culturali, imprenditoriali e associative può diventare un catalizzatore di nuove opportunità economiche e sociali, favorendo una cooperazione ancora più concreta.
Quali sono,infine, le sfide comuni su cui Ghana e Italia possono lavorare insieme?
Viviamo un’epoca segnata da sfide globali: sicurezza internazionale, cambiamenti climatici, gestione dei flussi migratori, sviluppo sostenibile. Ghana e Italia condividono l’impegno per un multilateralismo efficace e per un rafforzamento della cooperazione tra Europa e Africa. Crediamo che solo attraverso partenariati equilibrati e responsabili si possano affrontare con successo le trasformazioni in atto. La celebrazione del 6 marzo al Rome Cavalieri sarà dunque molto più di una ricorrenza nazionale: sarà l’occasione per delineare una visione comune, capace di tradurre l’amicizia storica tra Ghana e Italia in progetti concreti e prospettive condivise per il futuro.
(*) Giornalista
Nella foto la consegna delle Credenziali al Presidente della Repubblica, Mattarella
