La guerra di Trump

Teheran, non c’è fretta di incontrare inviati Usa in Svizzera

 

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha affermato che in merito alla prossima fase dei negoziati per raggiungere un accordo definitivo con gli Usa “non vi è alcuna urgenza di tenere l’incontro in Svizzera”. Lo riportano i media di Teheran. “Sono in corso le necessarie consultazioni tramite i mediatori e forniremo informazioni qualora si verifichino le condizioni necessarie per avviare i negoziati”, ha aggiunto.

No a ispezioni Aiea in tutti i siti nucleari

 

Sempre il portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baghaei, ha smentito le notizie pubblicate da alcuni media secondo cui la Repubblica Islamica dell’Iran avrebbe invitato l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea) a ispezionare gli impianti nucleari iraniani. Lo riferisce l’agenzia di stampa Mehr. In linea con il memorandum d’intesa firmato il 18 giugno, Baghaei ha osservato che secondo il paragrafo 8 di tale documento, i negoziati sulla questione nucleare si terranno entro un periodo di 60 giorni. Durante questo periodo, ha spiegato il portavoce, “il programma nucleare iraniano rimarrà invariato”. Le ispezioni già in corso negli impianti sottoposti ai controlli dell’Aiea, come quello di Bushehr – ha aggiunto – “continueranno regolarmente”. Diversa sarà invece la situazione per i siti ai quali l’Agenzia non ha più accesso “a causa della sospensione delle attività ispettive in seguito agli attacchi militari condotti dagli Stati Uniti e da Israele”. “La ripresa delle ispezioni sarà oggetto dei negoziati e dipenderà dal loro esito”, ha concluso.

Red

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