Economia e Lavoro

  Torna il caldo estivo, allerta nel mondo del lavoro

di Wladymiro Wysocki (*)

Una manciata di giorni al solstizio d’estate, esattamente il 21 giugno, e già il grande caldo sembra farsi sentire.

Da tempo si parla dell’allerta caldo con temperature al di sopra della media che interesserà soprattutto nei mesi di luglio e agosto.

Secondo la valutazione della European Environment Agency, l’Europa è il continente che sta registrando aumenti delle temperature con una velocità superiore rispetto al resto del mondo.

Sono state individuate in Europa 36 principali rischi climatici all’interno dei cinque grandi gruppi: ecosistemi, alimenti, salute, infrastrutture, economia e finanza.

Già lo scorso anno Ministero del Lavoro, Ministero della Salute e Inail in collaborazione con Worklimate hanno diramato raccomandazioni, vademecum e linee guida per fronteggiare nei luoghi di lavoro l’emergenza.

L’Inail nella nota dello scorso anno, del 13 luglio, ha sottolineato come debba esserci nelle aziende una specifica valutazione del rischio dovuta allo stress termico da caldo, ovvero quelle temperature superiori al limite di tolleranza del corpo umano, con le dovute misure di prevenzione e protezione previste.

Puntualmente anche questo anno il caldo non si è fatto attendere più di tanto e come un film già visto ci troviamo ancora sprovvisti di una norma definita dal ministero del lavoro su cosa si deve fare per gestire il lavoro nelle ore più calde, come tutelare i lavoratori, e come garantire degli ammortizzatori sociali.

Nelle diverse occasioni di incontri tra Governo e rappresentanze sindacali, per la definizione della patente a punti nel settore edile, è stato chiesto più volte di prendere in considerazione proprio il rischio da stress da caldo così da essere pronti a livello nazionale per tale emergenza.

Il caldo è puntualmente tornato e della norma nessun segnale, quando un adeguamento della norma con un piano di intervento chiaro e deciso è strettamente necessario e urgente.

Il rischio da caldo è ovviamente maggiore per i lavoratori che sono esposti con mansioni all’aperto, il settore dei cantieri temporanei e mobili è sicuramente quello maggiormente a rischio.

Nell’occasione della definizione del nuovo impianto normativo della patente a crediti era sicuramente l’occasione giusta per andare a lavorare anche su questo argomento.

Pensiamo al mondo delle costruzioni edili, cave, dei lavori stradali, ferroviari, porti e aeroporti, ma non dimentichiamo ovviamente i lavori nei campi, negli stabilimenti balneari.

Per il settore edile e cave, lavori logoranti per eccellenza e con rischi di altissimo livello, le esposizioni a temperature elevate proprie delle lavorazioni oltre che atmosferiche estive sono inevitabili e pertanto è necessario prendere in considerazione una eventuale cassa integrazione per eventi climatici.

La prevenzione sul lavoro è un argomento ampio e complesso che deve considerare tutte quelle situazioni in cui un lavoratore è sottoposto a un rischio per la propria salute e sicurezza.

Il benessere lavorativo non è un argomento di secondo ordine.

In attesa di un provvedimento nazionale, l’ultimo arrivato è della Regione Calabria dove il governatore Roberto Occhiuto ha emesso una ordinanza, valida fino al 31 agosto, con il divieto di lavorare nelle ore più calde definite dalle 12.30 alle 16.00.

Tale specifica ordinanza vale per le attività agricole, florovivaistico, edili e similari.

Il Ministero della Salute il 16 maggio scorso ha pubblicato il sistema operativo nazionale di previsione e prevenzione degli effetti del caldo sulla salute, valido per il 2024.

Questo sistema consente il coordinamento centrale delle attività locali e l’attivazione del sistema nazionale per le ondate di caldo, denominato Heart Health Watch Warning System, con un anticipo di circa 72 ore.

Questo sistema operativo sarà attivo dal 20 maggio fino al 20 settembre nei capoluoghi di Regione e nei Comuni con oltre 200.000 abitanti.

Sono 27 le città incluse nel sistema e sono: Ancona, Bari, Bologna, Bolzano, Brescia, Cagliari, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Reggio Calabria, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Venezia, Verona, Viterbo.

Nel sito del Ministero della Salute si possono consultare i bollettini nell’apposita sezione dedicata.

I livelli di rischio indicati sono 4 e nello specifico si distinguono in livello 0 nel quale è presente nessun rischio, livello 1 rischio basso per le successive 24-72 ore, livello 2 rischio lieve per le successive 24-72 ore, e livello 3 rischio elevato per le successive 24/48 ore.

Ogni amministrazione locale, delle 27 prese in considerazione dal sistema operativo HHWW, ha la facoltà di poter adottare un sistema autonomo di rilevazione e comunicazione.

Forse la prima vittima del caldo di questo anno è stato un uomo di 50 anni di Polla, Salerno, dove è stato trovato privo di vita nel suo terreno da alcuni famigliari.

Quali sono le condizioni croniche che aumentano la suscettibilità al caldo? È bene sapere che alcune malattie aumentano il rischio di affetti avversi come la malattia della tiroide, l’obesità, l’asma e la bronchite cronica, il diabete, i disturbi spichici e le mattie neurologiche, le patologie cardiovascolari, le mattie renali.

Le patologie associate alle alte temperature sono diverse come il colpo di sole dovuto a una esposizione ai raggi solari eccessiva al quale ne consegue una disidratazione e il surriscaldamento del corpo. Ancora altra conseguenza sono i crampi da calore, che ne conseguono un aumento di sudorazione con spasmi dolorosi alle gambe e all’addome, si verifica il cosiddetto esaurimento da calore, con sudorazione e cute pallida e fredda, polso debole. Ancora abbiamo il classico colpo di calore con deciso aumento della temperatura corporea superiore ai 40° fino alla possibilità di fenomeni di deliri, convulsioni, e possibile perdita di coscienza.

Tutto questo rientra tra le possibili cause di infortunio sul lavoro, malori, perdita della concentrazione con l’aumento alla possibilità di esporsi a pericoli che generano inevitabilmente gravi incidenti.

È già stata diramata la notizia che l’Italia in questi giorni sarà interessata dall’anticiclone africano con picchi di 40°, si comincerà con le regioni del Centro-Nord inizialmente con temperature attorno ai 32-34 gradi fino al Centro-Sud con punte di 39-40° nelle città di Roma, Napoli, Terni, Macerata, Firenze.

Nelle regioni della Sicilia e Sardegna si registreranno valori più alti attorno ai 42-44 gradi.

Prevenzione, salute e tutela dei lavoratori in questo periodo dell’anno ha un nemico in più che si chiama caldo, un nemico al quale ancora poca rilevanza viene data e solo quando ci troviamo in estrema emergenza cerchiamo di porre rimedio.

Auspichiamo un intervento del Governo nel definire il prima possibile un piano normativo per fronteggiare questa situazione senza tornare alla solita scontata retorica che si deve fare di più per la tutela dei lavoratori e per un lavoro sano e sicuro.

Restiamo sempre fiduciosi che la sicurezza sul lavoro sia una priorità concreta e non a parole di tutte le istituzioni.

 

*Esperto di sicurezza sul lavoro

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