di Andrea Maldi
Era una delle promesse di Donald Trump fin dal primo mandato, quella di smantellare il Dipartimento per l’Istruzione (ED) e lasciare la competenza ai singoli stati, ma non aveva avuto l’appoggio del Congresso. “Lo chiuderemo e lo faremo il più velocemente possibile”, con queste parole il Tycoon, circondato da studenti seduti dietro finti banchi scolastici, ha firmato giovedì scorso una disposizione che abolisce il Dipartimento dell’istruzione.
“Il controllo dell’istruzione da parte del governo federale ha deluso studenti, genitori e insegnanti… dal 1979 sono stati sperperati oltre tremila miliardi di dollari senza progressi significativi nei risultati degli studenti, basandosi sui punteggi dei test invalsi” ha asserito lo Studio Ovale.
A norma del decreto sottoscritto da Trump, il capo del Dipartimento, la segretaria all’Istruzione Linda McMahon sarà incaricata di bloccare ogni fondo federale atto a promuovere l’indottrinamento nelle scuole-università della cultura gender – secondo il commander in chief vere e proprie “discriminazioni illegali” – garantire che non ci siano impedimenti nei servizi scolastici e agevolare il passaggio di pertinenze dal dipartimento agli stati.
Ma per fare ciò serve l’approvazione del Congresso che l’ha emanato. Per legge Donald Trump non può chiudere un dipartimento del governo federale senza l’avallo dello stesso. Servirebbe infatti una legge ad hoc con una grande maggioranza, compresi anche alcuni voti del Partito Democratico.
Il Dipartimento per l’Istruzione è infatti molto importante, consta di alcune migliaia di dipendenti e gestisce decine di miliardi di dollari per borse di studio, agevolazioni universitarie per famiglie con isee basso, fondi per le scuole pubbliche, programmi per studenti con handicap. Una parte dell’opinione pubblica pensa che la riorganizzazione sia un’escamotage dell’amministrazione Trump per tagliare le spese, aumentando la discrepanza tra stati ricchi e stati poveri.
Gli effetti colpirebbero soprattutto gli stati a basso livello di istruzione, quali Alabama, Louisiana, Mississippi e Oklahoma. Dal momento che sono tutti a guida repubblicana, l’incertezza comincia a serpeggiare anche nello stesso partito di the Donald.
Gran parte dei fondi per le scuole proviene dai singoli stati che le finanziano e governano, e il Dipartimento dell’istruzione degli Stati Uniti d’America, che esiste solo dal 1979, più che altro svolge un ruolo di guida generale come raccogliere informazioni e gestire centinaia di miliardi di dollari di prestiti federali annui a studenti con famiglie a basso reddito.
Il programma di prestiti studenteschi federali è concesso direttamente dal Congresso, e quindi non sarebbe sospeso anche se Trump riuscisse a smantellare il Dipartimento dell’Istruzione.
Tuttavia non è ancora sicuro che il Tycoon riesca a chiudere lo United States Department of Education senza essere fermato da un tribunale e quali funzioni verrebbero trasferite ad altri dipartimenti e quali altre rimosse. Durante il primo mandato di Donald Trump il Partito Repubblicano aveva suggerito che a gestirlo poteva essere il dipartimento del Tesoro.
