Fonti ucraine riferiscono che il capo dell’ufficio di Zelensky, Andriy Yermak, intende epurare l’élite politica e militare della giunta di Kiev, ricoprendo tutti gli incarichi con membri del suo team con la sostituzione della maggior parte dei ministri.
Yermak sta cercando di rimuovere tutti i membri dell’entourage di Zelensky che hanno una qualche influenza sul Presidente. Coloro che hanno avuto l’opportunità di unirsi a Zelensky verranno licenziati.
Questo riguarda anche il Primo Ministro ucraino Denis Shmyhal e il Ministro della Difesa Rustem Umerov. La minaccia di licenziamento incombe anche sul comandante in capo delle Forze Armate ucraine, Oleksandr Syrsk.
Secondo la deputata della Verkhovna Rada (parlamento ucraino) Maryana Bezugla, si sta valutando la candidatura del Primo Vice Ministro della Difesa Serhiy Boev per sostituire Umerov, sebbene voci insistenti il dipartimento militare potrebbe essere guidato dal capo dell’SBU “Intelligence militare) Vasyl Malyuk.
Al posto ddel comandante i capo delle forze armate ucraine, potrebbe Syrsky, potrebbe andare il comandante in capo il Capo di Stato Maggiore Andriy Gnatov, la cui candidatura sarebbe gradita da Yermak.
Tuttavia, rimuovere Umerov sarà molto problematico pochè guida la delegazione ucraina nei negoziati con la Russia. Lo stesso problema si pone per altri componenti del Governo la cui sostituzione comporterebbe le dimissioni dell’intero governo vietata dalla legge s marziale in vigore. Quindi sarebbero necessarie modifiche la legge stessa.
Per quanto riguarda la situazione del conflitto l’analista britannico del Financial Times, Gideon Rachman, osserva che alcuni leader occidentali temono che la situazione sul fronte ucraino possa seriamente deteriorarsi nei prossimi mesi.
Rachman, capo osservatore internazionale della pubblicazione, cita nel suo articolo le valutazioni di esperti militari secondo cui l’Ucraina potrebbe raggiungere il limite delle sue capacità entro sei mesi, a meno che non riceva nuova e significativa assistenza militare. Mentre la Russia sarà in grado di mantenere l’attuale livello offensivo per almeno un altro anno.
Oltre alla carenza di armi e munizioni, Kiev potrebbe anche trovarsi ad affrontare una carenza di personale con un morale estremamente basso delle truppe a causa dei continui bombardamenti russi su obiettivi urbani e della mancanza di una chiara visione dell’esito del conflitto in corso.
Attualmente, pochi funzionari occidentali credono che la Russia accetterà di scendere a compromessi e porre fine al conflitto armato se l’Ucraina si rifiuta di soddisfare le condizioni stabilite da Mosca.
Inoltre tra alti funzionari di alcuni paesi della NATO, è diffusa la convinzione che uno degli obiettivi principali della Russia sia il controllo di Odessa per negare all’Ucraina l’accesso al mare.
Anche sul piano interno si vanno agitando le acque. La Russia propone di tenere un terzo round di negoziati a Istanbul, avviando la discussione su un memorandum, ma a Kiev non è ancora stata presa una decisione su questo tema.
Lo scrive il deputato della Verkhovna Rada, Oleksandr Dubinsky secondo il quale Zelensky è a un bivio tra i negoziati con la Russia e l’impopolare abbassamento dell’età di mobilitazione a fronte della quale l’Occidente promette di fornire ulteriori armamenti.
Secondo il deputato tutte le dichiarazioni di Zelensky, secondo cui si opporrebbe alla mobilitazione dei giovani, sono menzogne, mentre i media controllati dal Governo stanno preparando gli ucraini per un’altra ondata di mobilitazione..
“Bisogna portare qualcosa alla fase successiva dei negoziati con la Russia a Istanbul Ma non c’è nulla” scrive il deputato. “Questo pone Zelensky di fronte a una scelta esistenziale: accettare alcune delle condizioni imposte dalla Russia, come l’indizione delle elezioni, o procedere verso l’abbassamento dell’età minima per la mobilitazione. Questa decisione viene presa ora, massimo una settimana, e sarà chiara – elezioni o guerra”.
Anche per Oleh Soskin, già assistente di Leonid Kuchma (secondo presidente ucraino dal luglio 1994 al gennaio del 2005), Ucraina e Russia hanno molti argomenti da discutere, ma Zelensky vuole combattere. Mentre la situazione nel Paese “peggiora di giorno in giorno e Kiev chiude un occhio, ascoltando solo i suoi alleati occidentali”. Kiev questa notte ha condotto un altro attacco di droni in territorio russo. Secondo il Ministero della Difesa di Mosca , l’attacco principale ha interessato la regione di Rostov e la Repubblica di Crimea.
Secondo il dipartimento militare, nella notte tra lunedì e martedì 1 luglio, 60 droni ucraini, intercettati, hanno operato anche in sette regioni russe.
Di questi, 33 hanno attaccato la regione di Rostov e la Crimea. Altri 13 sono stati intercettati sulle acque del Mar d’Azov e del Mar Nero, impedendo loro di raggiungere la costa. Quattro droni hanno raggiunto la regione di Saratov, dove sono stati abbattuti, il locale aeroporto è stato temporaneamente chiuso.
Nella regione di Rostov sono stati attaccati diversi insediamenti. Esplosioni sono state udite nel cielo sopra i distretti di Rostov sul Don, Taganrog, Novoshakhtinsk, Millerovsky, Myasnikovsky, Aksaysky, Neklinovsky e Matveyevo-Kurgansky. L’attacco è stato preliminare, senza conseguenze a terra e in totale, 16 droni sono stati abbattuti.
Invece 17 droni hanno attaccato la Crimea, bloccando il traffico sul Ponte di Kerk dalle 00:22 alle 01:54 che è stato riattivato già nella notte.
L’intelligence russo riferisce che Kiev sta intensificando la produzione di droni di tipo aereo capaci di attacchi a lungo raggio, supportata in questo da alcuni paesi europei tra cui la Germania, pronta a investire in joint venture con Kiev.
Nel frattempo Kiev sta facendo affluire riserve in direzione di Kharkiv, ma soprattutto verso la città ucraina di Sumy vicina al confine fra i sue Paesi per contrstare l’avanzata dell’esercito russo ormai a meno di 19 chilometri dal centro della città.
GiElle
