La guerra di Putin

Ucraina, gli attacchi russi ai porti del Mar Nero colpiscono l’export del  grano e la sua economia

di Balthazar

Le abbondanti risorse cerealicole ucraine sono bloccate dagli attacchi russi sui porti ucraini del mar mero che equivalgono ad un vero e proprio lockdown per tutte le navi che intendono approdare a qurei porti. Se continua così si avranno anche inevitabili conseguenze sul prezzi globali sopratutto del grano .

Kyiev si sta apreparando a trovare altre vie di transito per l’Europa, ma  Polonia, Ungheria e Slovacchiae hanno già subito  proteste di massa da parte degli agricoltori, in particolare in Polonia, dove denunciano  che i prodotti a basso costo ucraini – che dovevano semplicemente transitare da questi paesi UE –  sono invece finiti sui loro mercati nazionali.

La Polonia ha imposto il divieto del grano ucraino già nel 2023, così come Ungheria e Slovacccchia, sfidando le regole commerciali dell’UE e inasprendo le relazioni con l’Ucraina.

Le nuove richieste di Kyiv – e l’insistenza sul fatto che il grano sarebbe transitato solo attraverso i suoi vicini dell’UE – hanno spinto Varsavia a rassicurare i propri agricoltori che nulla di tutto ciò finirà in Polonia..

L’Ucraina ha esportato solo 463.000 tonnellate di grano nei primi nove giorni di agosto – circa un terzo del ritmo abituale –  ma quando arriverà il nuovo raccolto, il paese rischia di rimanere a corto di stoccaggio per il grano che non può esportare.

Quindi  Kyiv ha già chiesto urgentemente a Bruxelles lo stanziamento provvisorio di 220 milioni di euro – a fondo perduto –  per aiutare i suoi agricoltori a superare la crisi. La sovvenzione sosterrebbe  i prestiti bancari, consentendo alle piccole e medie aziende agricole di mantenere il loro grano fino alla ripresa delle spedizioni piuttosto che vendere in perdita. Ma i soldi possono solo far guadagnare tempo.

Il problema più grande è riportare le navi nei porti dell’Ucraina. Nessuna nave per il trasporto di grano è entrata nei porti intorno a Odesa dalla fine di luglio, Equipaggi e compagnie di navigazione si rifiutano di attraccare al sistema portuale ucraino nel Mar Nero. Con la rotta del Mar Nero in stallo, l’Ucraina sta negoziando con Romania, Polonia, Ungheria, Slovacchia e Moldavia per per spostare più grano via terra,  ma queste rotte non possono sostituire le esportazioni marittime e postare il grano per ferrovia e strada costa da dai 50 ai  70 dollari in più per tonnellata.

Anche la principale via alternativa dell’Ucraina, attraverso la Romania, sta incappando in altri vincoli peri  bassi livelli dell’acqua sul Danubio- dovuti alla siccità –  che stanno limitando la quantità di carico che può raggiungere il porto del Mar Nero di Costanza.

Le quote dell’UE che ora limitano le vendite di grano ucraino di 1,3 milioni di tonnellate all’anno, non bastano a compensare le perdite. Varsavia  manterrà il suo blocco in vista delle prossime elezioni dove il voto dei centri rurali potrebbe spostare la bilancia a destra. Mentre  per gli agricoltori polacchi, le assicurazioni che il grano ucraino si limiterà a transitare dal paese,  non sono sufficienti e sostengono che alcune spedizioni dirette ad altri paesi non lasceranno  mai effettivamente la Polonia.

Il blocco del Mar Nero assesta un colpo da miliardi di dollari al cuore dell’economia di Kiev. Per un Paese dove l’agricoltura garantisce oltre il 50% dei ricavi  la chiusura dei porti si traduce in una perdita diretta immediata intorno ai 3 miliardi di dollari riperquotendosi a ctatena su tutta l’economia ucraina.

Senza sbocchi verso l’esterno, i silos locali scoppiano con un surplus invenduto di circa 11 milioni di tonnellate, mentre i prezzi  sono già precipitati di oltre il 12% in poche settimane. I produttori ucraini, privati della liquidità necessaria per finanziare le nuove semine e costretti a vendere sottocosto, vedono compromessa la furura  capacità produttiva del Paese, rendendo Kiev sempre più dipendente dal sostegno finanziario della UE.

Il che significa che oltre alle decine  di miliardi già stanziati dalla UE per la difesa ucraina ora la UE dovrà farsi carico di quelli per il sostegno alla  economia agricola di Kiev, anche superando l’attuale normativa agricola vigente per i paesi dell’Unione.

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