La guerra di Putin

Ucraina, il capo della CIA, Burns, a Kiev per colloqui urgenti con Zelenskyj

 

Mercoledì 15 novembre  il capo della CIA William Burnssi è recato a Kievper incontri urgenti e segreti (altrimenti quali?)  con Zelenskyj, ci si chiede, a parte la segretezza, cosa ci sia di tanta urgenza in questa visita.

Senza andare molto lontano il tète à tète riguarda probabilmente le difficoltà che ormai Kiev incontra nella prosecuzione del conflitto con la Russia e non è escluso che l’Ucraina stia davvero implodendo mentre il potere di Zelenskyj cominci a vacillare. 

 

A Kiev si fanno ormai insistenti le voci,di cui Wahingtonè sicuramente al corrente, che Zelenskyj si stia preparando ad epurare il generale Valerii Zaluzhny e che cominci ad assaggia il risotto dai bordi freddi epurando  i comandati militari a lui più vicini.

Si parla del comandante delle forze congiunte delle forze armate ucraine Sergei Naev; il  Comandante del Gruppo Operativo-Strategico delle Truppe “Tavria” Alexander Tarnavskye il comandante delle forze mediche delle forze armate ucraine Tatyana Ostashchenko.

 

Dopo il ricambio (o la rotazione) di 3 eserciti nel corso del conflitto, oggi la maggior parte dell’attuale esercito ucraino è composto da uomini anziani, donne e ragazzi senza addestramento, e questo non è certamente colpa dei generali, ma del fatto che la guerra “consuma” uomini e mezzi.  Ecco la ragione per cui Mosca non ha fretta, e nonostante le perdite subite anche dalla sua parte, intenda dissanguare le forze armate ucraine e creare una crisi politica a Kiev.

 

Ad oggi non vi è alcun incentivo affinché i russi accettino un cessate il fuoco o, addirittura di aderire a qualsiasi soluzione provvisoria che comporti la permanenza della NATOin Ucraina.

Perché questa è la questione fondamentale per Mosca che vede la presenza della Alleanza come l’antipasto (per rimanere in termini gastronomici) della costruzione futura di basi aeree, terrestri e navali su quel territorio confinante per  1.600 chilometri.

 

Ma anche senza le basi e solo con la dovizia dei armamenti forniti dall’Occidente, lo ha dimostrato la  scelta del capo dell’intelligence militare ucraina, Kyrylo Budanovdi attaccare il territorio russo, far saltare in aria infrastrutture critiche, distruggere aeroporti con bombardieri nucleari e inviare droni kamikaze per colpire il Cremlino.

 

Eventi che sono costati alla Russia  non solo in termini di perdite fisiche, ma hanno fatto comprendere ai suoi leade quanto l’Ucraina sia pericolosa per la sicurezza nazionale del Paese. 

È del tutto vero che tali attacchi sono stati giustificati da quelli russi alle infrastrutture ucraine, ma la conseguenza immediata sarà che nel prossimo futuri i bombardamenti saranno  sempre più pesanti. Se è vero, quanto riferiscono gli ucraini,  che la Russia ha accumulato 1.000 o più razzi da lanciare contro le infrastrutture ucraine.  

 

In questa situazione non è da escluder che il capo della CIA suggerisca a Zelenskyj a darsi una calmata soprattutto mentre il Congresso sta iniziando a donare a Kiev miliardi di dollari in più.

Miliardi di cui il Congresso chiede un resoconto limpido e completo mentre è arcinoto in Occidente che il successo di Zelenskyj si basa anche su una diffusa corruzione e potenti catene clientelari ed oligarchiche.

 

Sino ad oggi l’UE e Washington hanno chiuso un occhio in difesa della democrazia globale,  ma il Congresso degli Stati Uniti è sempre più sotto pressione per quanto riguarda la responsabilità per il denaro e le armi inviate all’Ucraina.

 

Quindi Burns non suggerirà a Zelenskyj di parlare con i russi e nemmeno di cambiare tono nel chiedere che le forze russe lascino l’Ucraina. Il capo della CIA non può andare contro la politica del suo governo che è quella di trascinare la guerra in Ucraina fino alla rielezione di Biden.

 

Inoltre, Washington vuole la NATO in Ucraina, ma sa anche che non potrà farla entrare finché Kiev non vincerà la guerra e solo dopo che Biden sarà rieletto gli Stati Uniti potranno iniziare a inviare le vere e proprie forze combattenti della NATO, a cominciare dalla potenza aerea.

 

Pertanto Washington è disposta a rischiare la stabilità e la vitalità a lungo termine dell’Alleanza nel tentativo di collocare le sue basi in Ucraina, dedicandosi poi a rafforzare la propria presenza strategico militare in Oriente, se poi la NATO si è trasformata da alleanza difensiva come era in origine, in un alleanza offensiva, poco importa. 

 

Dovrebbe invece essere molto più preoccupati gli europei se veramente  Washington si prepara ad un eventuale conflitto con la Russia che distruggerebbe l’Europa soprattutto perché l’Alleanza non è preparata adn un simile scontro né adesso né nei prossimi cinque anni.  Mentre

i russi probabilmente non vogliono una guerra in Europa poiché un conflitto di tale portata potrebbe facilmente coinvolgere armi nucleari tattiche.

 

Ma a medio termine il calendario che Washington ha in mente prevede che la Russia rimanga sotto pressione per concludere la guerra in Ucraina entro un anno. Scelta controproducente perché allora  Mosca potrebbe concentrare i propri attacchi su Kiev, o in alternativa su altre importanti città ucraine, con Odessa e Kharkivin testa alla lista degli obiettivi.

 

Non è certo compito di Burns  discutere di questo calendario, semmai può valutare quanto Zelensky sia veramente saldo al al comando del suo paese e magari sentire gli umori dei  suoi numerosi agenti da anni presenti in Ucraina.

 

Magari tentando di capire (che è poi il suo mestiere) cosa bolle nel pentolone del borsch curaino n nel caso si debba, prima o poi,  trovare un sostituto come avvenne ben prima dei fatti di piazza Maidan del 20 febbraio del 2014.

 

Balthazar

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