La guerra di Putin

Ucraina. La Nato è in difficoltà e Kiev rischia di perdere la guerra

 

di Giuliano Longo

“Gli inglesi stanno per firmare un patto di sicurezza navale con l’Ucraina, raddoppiando Il loro sostegno al paese guidato da Zelenskyj che sta affondando.

Nel frattempo la Germania sta aumentando il suo impegno in armi per l’Ucraina, anche se le sue scorte sono praticamente vuote.

Sia il Regno Unito che i tedeschi stanno svuotando i loro portafogli e i loro arsenali mentre gli Stati Uniti stanno cercando di fare la stessa cosa”.

 

Questa l’analisi di Stephen Bryen analista militare e di geopolitica della Pubblicazione Asia Times che riporta anche un articolo del WashingtonTime di Bill Gertz secondo il quale  il Pentagono ha un arretrato di armi per un valore di oltre 2 miliardi di dollari acquistate da Taiwan, ostacolato dai ritardi dell’industria della difesa. Taiwan è attualmente in attesa di 400 missili Harpoon e 100 lanciatori Harpoon che il Pentagono ha annunciato come vendita più di tre anni fa e che potrebbero non raggiungere l’isola fino al 2029.

Il punto chiave è che ci vorranno altri cinque anni per consegnare i missili Harpoon a Taiwan. La situazione è ancora peggiore per altri stock bellici, come le munizioni da 155 mm e 120 mm.

 

La debolezza e i problemi della base industriale della difesa americana coincide anche con la carenza del personale militare che colpisce la maggior parte degli alleati NATO e degli Stati Uniti.

 

Sky News, come riportato da The Defense Post, “ha delineato la portata del problema affrontato dalle forze armate del Regno Unito affermando che, in caso di conflitto le forze armate britanniche finirebbero le munizioni dopo pochi giorni” mentre la GB “non ha la capacità di difendere il proprio spazio aereo data la crescente potenza e capacità dei missili e dei droni di oggi”.

 

Inoltre, la sostituzione completa dei vecchi carri armati e veicoli blindati britannici richiede anni necessari anche per schierare una divisione con più di 30.000 soldati e sostenuta da carri armati ad alta potenza, sistemi di artiglieria ed elicotteri.

 

“Oggi l’esercito britannico – riporta il DP- è più piccolo di quanto lo fosse al tempo della Rivoluzione americana nell’aprile del 1775. L’intero esercito britannico è composto da 142.560 membri e conta attualmente 77.540 soldati in tutti i ranghi. Ciò significa che la forza combattente stessa è molto più piccola, probabilmente intorno ai 30.000”.

 

Eppure la Gran Bretagna è stata il più grande sostenitore europeo dell’Ucraina svuotando il suo arsenale di alta tecnologia per sostenerne l’esercito e fornendo supporto all’intelligence di Kiev sul campo di battaglia, oltre a pianificare operazioni segrete speciali come il tentativo di distruggere il ponte da 3 miliardi di dollari sullo Stretto di Kerch che che collega la Russia alla Crimea.

 

Secondo Bryen l’equipaggiamento francese invece non ha non è stato all’altezza delle promesse. Il suo CAESAR è soggetto a guasti ed è stato preso di mira dai droni russi Lancet. La Francia ne ha inviati 18 in Ucraina pari al il 25% d di questi sistemi mobili di cannoni da 155 mm.

 

Anche nel caso del CAESAR per produrne di nuovi ci vorranno anni, così come per ilveicolo da combattimento dAMX-10C RC che si è rivelato una trappola mortale per gli ucraini che considerano a causa sua “armatura sottile”.

 

Per quanto riguarda i carri armati, dopo la brutta esperienza con gli AMX e i carri armati tedeschi Leopard, la Francia ha deciso di non inviare in ucraina i suoi fra i quali spicca il Leclerc.

Fonti militari occidentali inoltre prendono atto che l veicoli da combattimento della fanteria statunitense Bradley e il cingolato Marder tedesco, per non parlare dello sfortunato carro armato Leopard, sarebbero stati decimati sul fronte ucraino.

 

Anche l’esercito americano sta affrontando una crisi di reclutamento con problemi per integrare i ranghi con la difficoltà a diplomare sottufficiali che sono il cuore dell’esercito americano, sono ciò che fa funzionare l’esercito. Meno della metà dei posti sono occupati.

 

Al di là del deficit di manodopera e rifornimenti, gli eserciti della NATO mancano di esperienza di combattimento, sebbene in Ucraina vi siano molti “consiglieri” che sostengono l’esercito ucraino. I consulenti ovviamente non sperimentano quello che affrontano le truppe di prima linea, quindi il loro contributo   può essere utile per aumentare le tattiche e operative, ma non nella guerra in sé.

 

Come noto anche l’’Ucraina si trova inoltre ad affrontare un’enorme carenza di manodopera nonostante i suoi sforzi draconiani e impopolari di arruolamento, inoltre i soldati arruolati forzosamente non combattono con efficacia in linea. Molti di coloro che hanno resistito alla leva, in molti casi pagando 1.000 dollari provengono dalle classi superiori o da coloro con competenze di alto livello, o da famiglie politicamente privilegiate. .

 

L’amministrazione Biden sostiene che sconfiggere la Russia in Ucraina proteggerà l’Europa da un futuro attacco russo, ma la contro-argomentazione è che continuare a sostenere l’Ucraina potrebbe portare ad un’espansione della guerra in Europa.

 

Per molto tempo gli Stati Uniti e i loro alleati hanno imbottito l’Ucraina di armi, consiglieri, supporto militare, intelligence e molto denaro. Almeno finora i russi non hanno risposto attaccando le linee di rifornimento al di fuori dell’Ucraina, né hanno fermato il flusso di gas o altre materie prime (compreso l’uranio) verso l’Europa.

Quasi tutti i rapporti degli istituti occidentali specializzati mostrano che la Russia ha preso il sopravvento e ha avviato quella che sembra essere un’offensiva limitata solo a proteggere il Donbass.

 

Le attuali difficoltà della NATO dipendono dal fatto che da Alleanza difensiva si è gradualmente posiziona come offensiva dopo aver ampliato i suoi confini con la Russia in tutta l’Europa orientale e oggi con l’adesione della Finlandia a pochi chilometri da San Pietroburgo, facendo del Baltico quasi un lago occidentale.

 

Il desiderio dell’Occidente di includere l’Ucraina nell’Alleanza (per quanto cripticamente ostacolato da Washington) è oggettivamente un cuneo piantato nel cuore della Russia che ha scatenato l’esecrabile decisione di Putin di occupare i territori filorussi,, dopo che il regime di Kiev non era caduto al primo assalto di quasi due anni fa.

 

Se l’Ucraina dovesse capitolare, opzione che Mosca dichiara forse furbescamente, di non volere , la NATO subirebbe una sconfitta, la prima da quando è stata istituita nell’aprile 1949. Una sconfitta che potrebbe alimentare sulle terre d’Europa un conflitto mondiale come avvenuto dal 1939.

aggiornamento crisi russo-ucrana ore 14.20

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