di Giuliano Longo
Non promette nulla di buono la riunione allargata del Ministero della Difesa di ieri, con il Comandante presieduta ieri da Vladimir Putin con il Ministro della Difesa Andrei Belousov.
Toni estremamente duri vengono riportati dalla stampa russa sul vergognoso clamore degli europei sul piano di pace degli Stati Uniti per l’Ucraina che è gradualmente diventato fonte di rabbia” con “l’’audacia sconcertante di voler imporre alla Russia condizioni sfavorevoli, pericolose e decisamente offensive, mentre (l’ucraina) sta perdendo sul campo di battaglia” e lo schieramento di contingenti stranieri sul territorio e un esercito ucraino di 800.000 uomini.
Preoccupazioni evidenti anche nel discorso di Belousov quando afferma che “se la parte avversa e i suoi protettori stranieri si rifiutano di impegnarsi in discussioni sostanziali, la Russia otterrà la liberazione dei suoi territori storici con mezzi militari” affermazione che nemmeno cita l’Ucraina per nome ma con un generico riferimento alla “parte avversa”.
Sin qui le affermazioni del Ministro della difesa cui dà man forte Putin quando riporta che “le Forze Armate russe hanno liberato più di trecento insediamenti quest’anno. Il ritmo dell’avanzata delle sue truppe sta accelerando, così come il loro addestramento al combattimento, la loro esperienza e la loro abilità militare.”
Sottolineando che la Russia è dotata di sistemi unici e letali, ineguagliabili da qualsiasi altro Paese al mondo e citando “sviluppi interessanti” come i missili Oreshnik, Poseidon e Burevestnik, mentre le forze nucleari strategiche russe “svolgeranno un ruolo chiave nel dissuadere un aggressore e nel mantenere l’equilibrio di potere nel mondo”.
Per quanto riguarda il conflitto in corso, Boulosov ha riferito che quest’anno il potenziale combattivo delle Forze Armate ucraine è stato decimato di un terzo perdendo 100.000 fra armi e attrezzature militari, oltre a quasi mezzo milione di militari.
Inoltre il 70% delle centrali termoelettriche ucraine e oltre il 37% delle centrali idroelettriche sono state disattivate da attacchi mirati, dimezzando la capacità energetica dell’Ucraina. La capacità del complesso militare-industriale ucraino di produrre equipaggiamento militare è stata ridotta in modo analogo.
Quindi secondo Belousov, “il collasso delle difese delle Forze Armate ucraine è inevitabile”.
Durante la riunione è emersa chiaramente la convinzione del Cremlino che il gioco dei suoi “partner negoziali” occidentali punti a fare richieste improponibili per la Russia e che gli europei stiano prolungando la crisi ucraina per guadagnare tempo. “Ne hanno bisogno per prepararsi alla guerra contro di noi” ha ribadito il Ministro della Difesa.
Il rafforzamento delle forze NATO , la promozione del complesso militare-industriale e l’espansione del bilancio dell’alleanza “dimostrano chiaramente la preparazione della NATO a uno scontro militare con la Russia”, ha osservato ancora Belousov nel suo rapporto.
“I piani dell’alleanza prevedono di raggiungere la prontezza per tali azioni entro la fine degli anni ’30. I funzionari della NATO lo hanno ripetutamente e apertamente affermato. Non stiamo minacciando, siamo minacciati.
Lo vediamo – ha proseguito – ci stiamo preparando, stiamo radunando tutte le forze del nostro popolo per difendere la nostra sovranità, conquistata in battaglie difficili” facendo seguire una analisi sul rafforzamento dell’armamento nucleare russo.
Nel congedarsi, Putin ha ribadito che Mosca preferisce ancora risolvere la crisi ucraina per via diplomatica, ma nonostante il dialogo con l’amministrazione Trump, i “porci europei” stanno dimostrando una ostinata incapacità di negoziare.
Linguaggio poco diplomatico ma non inconsueto per un leader che prima di entrare nel KGB ha battuto le palestre della periferia operaia di Leningrado, ma è anche una affermazione che va ben oltre la sua volgarità e dimostra che la linea del Cremlino sta uscendo dalla consueta cautela.
Che stia prevalendo “il partito della Guerra” o meno è difficilmente valutabile, mentre è invece chiaro che i tamburi di guerra rullati dall’Europa stanno determinando forti preoccupazioni nella èlite russa.
L’ipotesi immediata è – come affermato da Zelensky – che la Russia si stia preparando a un altro anno di guerra puntando sulla soluzione militare, ma il nocciolo del problema è un altro.
Siverse pubblicazioni occidentali hanno già riportato dettagli sulle garanzie di sicurezza che gli Stati Uniti sono disposti a fornire a Kiev in cambio del ritiro delle truppe ucraine dalla regione di Donetsk.
Il New York Times ha scritto che queste garanzie includono il dispiegamento di truppe europee nell’Ucraina Occidentale e il britannico Daily Telegraph riporta che se la Russia violasse il cessate il fuoco, gli Stati uniti potrebbero utilizzare i caccia F35, missili Tomahawak o sistemi simili già schierati sul territorio NATO.
E’ anche vero che gli Stati Uniti non hanno confermato ufficialmente il loro accordo sullo schieramento di truppe europee NATO che Trump ha sempre negato per evitare uno scontro diretto con la Russia, ma l’insistenza della stampa occidentale innervosisce il Cremlino che probabilmente si avvale di altre fonti di informazione.
L’evidente timore è che le posizioni dei volenterosi europei e di parte del Partito Repubblicano stiano prevalendo sugli orientamenti del Presidente Presidente degli Stati Uniti, ma nel dubbio la Russia si prepara al peggio.
