Esteri

A Copenaghen un inutile vertice informale Ue. Orban alza di nuovo la voce

 

Si tiene a Copenaghen un, probabilmente inutile, Consiglio europeo informale organizzato dalla presidenza danese. Il summit dei 27, che si terrà al Palazzo di Chstianborg, sarà focalizzato sulla difesa e sulla roadmap Readiness 2030. Come tutti i Consigli europei informali non è prevista una dichiarazione finale. Al vertice è attesa la partecipazione in video collegamento del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. La giornata si concluderà con la cena di gala di benvenuto ospitata dai sovrani danesi, Frederik X e Mary di Danimarca, alla vigilia del vertice della Comunità Politica europea.   Durissimo sulla convocazione del vertice il leder ungherese Orban: “Oggi si va a Copenaghen. Bisogna stare all’erta. Ci aspetta un vertice Ue pericoloso. Sarà una lotta senza esclusione di colpi. Secondo la presidente della Commissione, infatti, ‘l’Europa è in guerra’. Il primo ministro polacco afferma che ‘dobbiamo riconoscere che la guerra tra Russia e Ucraina è anche la nostra guerra’. Il primo ministro svedese ieri ha dichiarato che ‘bisogna aumentare la pressione sulla Ungheria’ affinché si possa procedere con l’adesione dell’Ucraina all’Ue. Sono segnali inquietanti. L’Europa sta avanzando a grandi passi verso la guerra. La realtà ungherese – aggiunge Orban – è che nel paese vicino non si sta combattendo la nostra guerra. Non c’è unità europea sulla questione dell’adesione dell’Ucraina all’Ue, e senza di noi non può esserci. E i soldi degli ungheresi non saranno inviati in Ucraina”. Poi Weber, Presidente del Partito Popolare Europeo in una intervista rilasciata al Quotidiano Nazionale: “L’Unione europea ha bisogno di un’altra generazione di De Gasperi, Schuman, Adenauer, di leadership che siano coraggiose come loro, per portare avanti le scelte necessarie per un’Europa che abbia una comune politica estera, di difesa, di sicurezza. Dobbiamo convincere le nostre società che davvero la via europea è la sola possibile per tenere vivo il nostro stile di vita”. Riguardo le recenti provocazioni russe afferma che “l’Europa è pronta a reagire. Quando sono arrivati i droni russi c’erano soldati olandesi e italiani, insieme con unità polacche, a fermarli. La logica di Putin è metterci alla prova ogni giorno, è testarci, non soltanto nelle nostre capacità militari ma nella tenuta delle nostre società. Ma siamo pronti a difenderci e non siamo spaventati da questo tipo di attacchi. Dobbiamo essere consapevoli della sfida. E in questo momento l’unità europea è la risposta chiave”.  Alla domanda circa la difesa comune europea Weber osserva come “sia importante ristabilire una forte e solida cooperazione tra gli Stati Uniti e l’Europa. Le ultime settimane sono state molto promettenti perché abbiamo visto la dichiarazione chiara di Trump sull’Ucraina e l’impegno di tutti gli esponenti dell’amministrazione Usa sull’importanza della Nato. Ma nel lungo termine è chiaro che gli americani non finanzieranno più la nostra sicurezza in Europa: 340 milioni di americani non possono finanziare la sicurezza di 450 milioni di europei. Dobbiamo proteggerci, investire nel nostro pilastro europeo di difesa”.

Red 

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