La guerra di Putin

Alla Nato una riunione virtuale che potrebbe minare ogni accordo di pace

 

di Giuliano Longo

Il 20 agosto, l’amministrazione Trump ha commesso un errore politico nel tentativo di raggiungere un accordo di pace tra Russia e Ucraina. L’errore è rappresentato dall’ incontro “virtuale” dei membri della NATO.

Prima di quell’incontro, Trump aveva promesso ai russi che qualsiasi accordo avrebbe escluso l’adesione dell’Ucraina alla NATO, parole che al Cremlino hanno interpretato come l’esclusione di alcun peacekeeper dell’Alleanza sul territorio ucraino.

L’incontro virtuale, invece, aveva proprio lo scopo di definire le opzioni militari per soddisfare la richiesta di garanzie di sicurezza di Zelensky.

A quanto risulta la discussione avrebbe preso in considerazione diverse opinioni ad esempio anche quella di inviare truppe in Ucraina e, in tal caso, in che quantità, dove dovrebbero venire dislocate e in quale ruolo svolgerebbero.

Circolano voci secondo cui alcuni paesi, britannici e francesi in una versione o britannici, tedeschi e polacchi in un’altra (opzione improbabile), intendono davvero inviare soldati sul terreno del conflitto.

Anche se fonti britanniche insistano sul fatto che le loro truppe non sarebbero in prima linea, ma “molto arretrate” rispetto allo schieramento ipotizzato.

Trump afferma che gli Stati Uniti non invieranno militari, ma sosterranno la garanzia di sicurezza per l’Ucraina con aerei statunitensi, presumibilmente principalmente aerei spia già ampiamente utilizzati da tempo.

Ma il presidente americano ha anche decantato la superiorità aerea degli Stati Uniti sulla Russia, suggerendo che le pattuglie aeree statunitensi potrebbero includere aerei da combattimento come l’F-35 senza chiarire se  dovrebbero decollare dall’Ucraina o  da basi in Polonia e Romania.

L’incontro virtuale ha visto la partecipazione dei vertici della Difesa di tutti i 32 paesi membri della NATO ed è stato presieduto dall’ammiraglio italiano Giuseppe Cavo Dragone, presidente del Comitato Militare della Alleanza. Con il nuovo Comandante Supremo Alleato in Europa (SACEUR) e leader del Comando Europeo degli Stati Uniti, Alexus Grynkewich, accompagnato dal generale Dan Caine, presidente dello Stato Maggiore Congiunto USA.

Immediata la reazione della Russia che ha respinto la partecipazione straniera alle garanzie di sicurezza per l’Ucraina.

Parlando della possibilità del dispiegamento di truppe occidentali, il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha affermato che Mosca considera da tempo inaccettabile questa eventualità aggiungendo “spero che capiscano che ciò sarebbe assolutamente inaccettabile per la Russia e per tutte le forze politiche sensate in Europa” osservando che tali proposte sono “una strada che non porta da nessuna parte”.

È difficile stabilire con certezza chi e cosa abbia spinto Trump a credere che i russi avrebbero accettato che gli stati della NATO garantiscano la sicurezza all’Ucraina, senza considerare che l’altissimo livello di partecipazione degli Stati Uniti sotto l’egida della NATO rappresenta un ostacolo al raggiungimento di un accordo di pace.

Si sta inoltre manifestando una crescente resistenza a qualsiasi accordo di pace che preveda la cessione di tutto o parte del Donbass da parte dell’Ucraina. Rappresentato anche da un articolo di prima pagina del quotidiano conservatore Washington Post   suggeriva che qualsiasi accordo fosse pericoloso, basandosi sulle analisi dell’Institute for the Study of War, notoriamente da sempre filoucraino.

Come riportato da ORE 12 ,è evidente che il processo di pace sta rallentando, tanto più che Zelensky ha già dichiarato che non parteciperà ad alcun incontro con Putin e tanto meno a tre con il Presidente statunitense, prima che gli siano state fornite garanzie di sicurezza.

Appaiono quindi piuttosto avventate le esternazioni del vice presidente americano JD Vance quando ieri affermava che gli europei dovranno assumersi la grande parte del peso delle garanzie di sicurezza per l’Ucraina e quindi  l’Europa. dovrà fare la “parte del leone”.
Non penso che noi dovremmo farci carico di questo peso.
Credo che dovremmo essere d’aiuto se necessario, per fermare la guerra
” – ha osservato Vance – “Ritengo che dovremmo aspettarci, e il presidente di sicuro se lo aspetta, che l’Europa svolga un ruolo guida.

Qualunque sia la forma che assumerà, gli europei dovranno farsi carico della maggior parte dell’onere”.

 

Ma l’Europa è nella NATO della quale la forza trainate sono gli stati Uniti come ampiamente dimostrato nel corso dell’incontro virtuale, una Europa che  comunque si è già impegnata a pagare gli armamenti americani da fornire a Kiev. C’è da allora chiedersi: chi veramente sta barando al poker ucraino?

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