L’Iran ha spostato nelle ultime ore lanciamissili e condotto esercitazioni militari, in preparazione dell’attacco contro Israele. Secondo il Wall Street Journal, che cita funzionari statunitensi, tutto indica che Teheran si sta preparando a condurre un attacco nei prossimi giorni. Le fonti non conoscono l’entità del ruolo di Hezbollah in una potenziale risposta iraniana all’uccisione del capo di Hamas Ismail Haniyeh. Probabilmente l’attacco ci sarà, ma nessuno è in grado di dire quale potenza di fuoco deciderà di impiegare il regime di Teheran. Non è ancora charo quando e dove colpiranno congiuntamente Iran ed Hezbollah. Anche l’intelligence americana sembra non avere certezze. Il team di sicurezza nazionale della Casa Bianca avrebbe detto al presidente Biden e alla sua vice Kamala Harris, secondo un funzionario statunitense citato dal Times of Israel, non ha una data precisa per l’inizio dell’escalation. I rapporti hanno indicato che e’ prevista a breve una rappresaglia iraniana o di Hezbollah per le uccisioni del capo di Hamas Ismail Haniyeh e del capo militare di Hezbollah Fuad Shukr, ma a Biden e Harris e’ stato anche detto che ci sono poche informazioni disponibili riguardo “i dettagli di un simile attacco”. Va detto poi che il segretario alla Difesa americano Lloyd Austin ha avuto un colloquio telefonico con il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant, dopo l’attacco di ieri sera contro una base statunitense in Iraq, nel quale sono rimasti feriti cinque soldati. Lo ha riferito il Pentagono, secondo cui i due ministri hanno concordato che l’attacco alla base aerea di al-Asad rappresenta “una grave escalation che dimostra il ruolo destabilizzante dell’Iran nella regione”. Austin ha poi ribadito a Gallant “l’incrollabile impegno degli Stati Uniti per la sicurezza di Israele di fronte alle minacce dell’Iran, degli Hezbollah libanesi e di altre milizie legate all’Iran”. Contemporaneamente il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha incontrato a Teheran il segretario del Consiglio di Sicurezza russo, Serghei Shoigu, al quale ha ribadito la promessa di vendicarsi su Israele per l’assassinio la settimana scorsa sul suo territorio del leader politico di Hamas, Ismail Haniyeh. L’omicidio, avvenuto a Teheran poche ore dopo l’insediamento di Pezeshkian, è ritenuto dall’Iran “una violazione di tutte le leggi e regolamenti internazionali”, ha sottolineato il neo presidente.
Pezeshkian ha assicurato che la Repubblica islamica non cerca in alcun modo di espandere la portata della guerra e della crisi nella regione, ma che Israele sicuramente “riceverà una risposta per i suoi crimini e la sua arroganza”. L’Iran ritiene lo Stato ebraico responsabile dell’assassinio di Haniyeh, ma il governo israeliano non ha mai commentato la questione. Teheran ha spiegato di aver invitato Shoigu per discutere questioni regionali e internazionali e relazioni bilaterali. L’ex ministro della Difesa russo è arrivato ieri a Teheran dove ha incontrato l’omologo, Ali Akbar Ahmadian, e il capo dello Stato maggiore, Mohammad Bagheri.
aggiornamento la crisi mediorientale ore 13.38
