La guerra di Putin

Economia russa schiacciata dalle misure economiche di Ue e Stati Uniti

Bruxelles ha optato per lo stop a tutte le transazioni, per il congelamento degli asset esteri per la Banca centrale russa (il 50% delle riserve totali) e per la messa in campo di sanzioni individuali per una ventina di oligarchi. E nel mirino dell’Europa entra anche la Bielorussia. Messo in campo un pacchetto di sanzioni ad hoc che stoppa gli scambi commerciali tra l’Ue e Minsk nei settori già colpiti per la Russia e vieta di importare dal regime di Alexander Lukashenko prodotti come i carburanti minerali, tabacco, cemento, ferro o acciaio. Dal terzo pacchetto è stato lasciato fuori l’esclusione della Russia dal sistema Swift. Ma Borrell ha assicurato che l’obiettivo è finalizzare il tutto entro l’ultimo giorno di questo mese di febbraio. Non sarà, come previsto, un’esclusione tout court, ma selettiva.  La sanzione potrebbe riguardare poco meno di una decina di istituti. “Crediamo che si debbano tenere aperte delle possibilità finanziarie perché si possano mandare soldi alle famiglie o pagare cose che sono necessarie”, ha spiegato il ministro degli Esteri europeo. Resta concreta l’ipotesi che dall’elenco di banche escluse da Swift non ci sia Gazprombank, l’istituto con cui gli europei pagano le forniture di gas a Mosca. Oggi è previsto anche il Consiglio dei ministri dell’Energia che si terrà, in presenza, nel pomeriggio di lunedì. Intanto da Mosca, si registra una prima decisione tutta finanziaria, la banca centrale della Russia ha dato indicazione ai broker di non soddisfare temporaneamente gli ordini di vendita di titoli da parte di stranieri a partire da questo lunedì. Contemporanemente si è appreso che la Borsa di Mosca questo lunedì ha iniziato le contrattazioni del mercato monetario con tre di ritardo. Lo ha deciso, secondo quanto riporta l’agenzia Bloomberg, la Banca Centrale Russa che sta valutando se aprire gli altri mercati più tardi. Se la decisione di aprire sarà presa, sarà alle 15 di Mosca. Gli spread sul rublo sono aumentati di otto volte, con i market maker da Sydney a Hong Kong che si tirano indietro. La valuta è stata indicata in calo del 28% nel trading offshore mentre le sanzioni imposte alla Russia e alla sua banca centrale aumentano la la preoccupazione per gli effetti a catena.

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