”In Italia ritardi, lungaggini burocratiche, freni imposti dai ministeri competenti, continuano a rallentare le rinnovabili, cruciali per il futuro e l’indipendenza energetica del Paese”. Questo il quadro disegnato dal nuovo rapporto di Legambiente ‘Scacco matto alle rinnovabili’ presentato a Rimini al ‘Key-The energy transition Expo’. ‘Il prezzo dell’energia da fonti fossili è alle stelle anche a causa dei conflitti in corso – osserva Legambiente – al governo Meloni indirizziamo 12 proposte per accelerare la realizzazione di impianti da fonti rinnovabili. Servono iter snelli, tempi e regole chiare. Al ministero della Cultura e alla presidenza del Consiglio dei ministri chiediamo di accelerare gli iter interni”.
Un esempio su tutto. Legambiente ricorda come ci siano ”almeno 17 progetti che attendono risposte da prima del 2021”. Tra questi, i progetti relativi a due parchi eolici offshore in Puglia: il primo presentato nel Golfo di Manfredonia (Fg) risalente al 2008 e il secondo proposto nelle acque del mar Adriatico meridionale in corrispondenza dei Comuni di Zapponeta, Manfredonia e Cerignola (Fg), presentato nell’aprile 2012 (che dopo 11 anni di attesa nel 2023 ha ottenuto parere positivo con prescrizioni, tipo la riduzione degli aereogeneratori; ma ad oggi rimane ancora bloccato a quasi 15 anni dalla sua presentazione). Legambiente ricorda anche che ci sono poi i progetti fermi, in attesa della determina, alla presidenza del consiglio dei ministri; in tutto 160 progetti, ovvero 45 in più rispetto all’anno scorso. Sono invece 88 i progetti bloccati dalle istituzioni relative ai beni culturali nazionali e regionali di cui 80 dal ministero della Cultura.
A Legambiente preoccupa il calo del numero di progetti relativi a nuovi impianti a fonti rinnovabili avviati alla valutazione: dopo due anni di boom (609 nuovi progetti sottoposti a Via nel 2023 e 603 nel 2024), nel 2025 le nuove istanze di Via avviate registrano ”un crollo drastico” del 75,3% rispetto al 2024 attestandosi al 149. Legambiente ricorda che ”l’Italia, in tutto ciò, resta ancora lontano rispetto all’obiettivo dei 80.001 MW al 2030 previsti dal decreto Aree idonee”.
C’è poi la questione dell’attuale decreto Bollette che, ”così come impostato, toglie risorse alle rinnovabili e all’efficienza energetica, mentre continua a dare ossigeno al sistema del gas, arrivando a rimborsarlo, e quindi di fatto esentarlo dalla tassa sul carbonio prevista dal sistema Ets”.
Le 12 proposte di Legambiente sono tutte legate da un unico filo conduttore: la richiesta ”al governo Meloni di un atto di responsabilità in tema di fonti rinnovabili”, a cominciare dall’accelerazione degli iter interni fissando un termine massimo in caso di pareri contrastanti, dando priorità ai procedimenti più vecchi.
