Cronaca

Femminicidio a Paupisi, il procuratore: “L’assassino ha definito la moglie ‘aggressiva e dominante’”. La figlia in coma farmacologico

Ha preso una grossa pietra dal giardino e li ha colpiti tutti con una forza brutale mentre erano a letto, nel sonno. L’interrogatorio di Salvatore Ocone, operaio agricolo di 58 anniè “durato circa due ore”. Lo ha spiegato, nel corso di una conferenza stampa tenuta oggi, mercoledì 1 ottobre, il procuratore di Benevento, Gianfranco Scarfò sulla strage familiare avvenuta a Paupisi, in provincia di Benevento dove hanno perso la vita una mamma, Elisabetta Polcino, 49 anni, e il figlio 15enne Cosimo, mentre Antonia, la figlia 16 enne, sta lottando per la vita in un letto di ospedale in terapia intensiva.

COSA HA SCATENATO LA FURIA DELL’UOMOIL TSO, NESSUN PRECEDENTE DI VIOLENZA

“Lui ha ammesso i fatti materiali. Il motivo del gesto – ha spiegato Scarfò – lo ha attribuito a dinamiche familiari che lui indica come conflittuali e in particolare un atteggiamento, a suo dire, aggressivo e dominante da parte della signora nei confronti suoi e del contesto familiare”. “Nel vissuto di Ocone – ha concluso il procuratore – vi è traccia di un tso avvenuto però nel 2011. Non abbiamo nessuna prova, nessun elemento, di un vissuto di violenza all’interno della famiglia”.

A PAUPISI TUTTI COLPITI IN CASA, RILEVATI SEGNI TRASCINAMENTO DEI CORPI

Nella casa “vi erano evidenti segni che anche la ragazzina fosse stata colpita all’interno della sua camera da letto. Nell’abitazione c’erano sia altre tracce ematiche che segni di trascinamento di corpi verso l’esterno”. Lo ha spiegato, nel corso di una conferenza stampa, il procuratore di Benevento, Gianfranco Scarfò, confermando che Elisabetta Polcino è stata uccisa a colpi di pietra nel sonno. Probabilmente la dinamica è stata la stessa anche per l’aggressione alla figlia 16enne Antonia. Qualche dubbio resta sul ferimento, poi rivelatasi mortale, del figlio Cosimo di 15 anni. Il ritrovamento dell’automobile con cui Salvatore Ocone è scappato da Paupisi, in provincia di Benevento, – ha aggiunto – è stato reso ancora più difficile dal fatto che “a bordo non ci fosse alcun telefono”. Ha detto anche che “il corpo del figlio 15enne è stato ritrovato sul sedile posteriore”.

L’AUTO DI OCONE RINTRACCIATA DALL’ELICOTTERO NASCOSTA TRA BALLE DI FIENO

Per individuare l’automobile con a bordo Ocone e i due figli “è stato necessario un sorvolo di diverse ore dell’elicottero, che è anche dovuto atterrare a un certo punto per fare rifornimento. La vettura è stata individuata poco dopo le 18: era ferma e quasi nascosta in un uliveto molto isolato tra delle balle di fieno”. Lo ha spiegato, nel corso di una conferenza stampa, il comandante provinciale dei carabinieri di Benevento, Enrico Calandro, ricostruendo i momenti in cui Salvatore Ocone, fuggito da Paupisi (Benevento) dopo aver ucciso la moglie Elisabetta Polcino, è stato trovato in provincia di Campobasso. A bordo dell’auto il corpo senza vita del figlio 15enne e la figlia 16enne in gravi condizioni. “Data la natura impervia della zona – ha aggiunto Calandro – è stato l’equipaggio dell’elicottero a effettuare un atterraggio di emergenza e a intervenire per primo fermando Ocone, che non ha opposto resistenza, accertando la morte del ragazzo e prestando il primo soccorso alla ragazza”.

LA FIGLIA ANTONIA OPERATA NELLA NOTTE, ORA MONITORATA IN TERAPIA INTENSIVA. PER LEI UN “GRAVE TRAUMA CRANICO”

La 17enne figlia di Elisabetta Polcino, aggredita e colpita alla testa dal padre che ha ucciso la madre e il fratello 15enne, è stata “operata nella notte a seguito di un grave trauma cranico. Ora è monitorata h24 nel reparto di terapia intensiva. La prognosi è riservata”. Lo apprende la Dire dalla struttura in cui la minore è ricoverata, l’Irccs Neuromed di Pozzilli (Isernia). Alla trasmissione “Pomeriggio 24” è intervenuto Fulvio Aloj, direttore sanitario dell’istituto di Pozzilli che ha confermato la necessità dell’intervento per la ragazza a causa di un importante edema cerebrale, conseguenza di diverse fratture craniche. La ragazza ora resterà sotto osservazione in coma farmacologico per 3-4 giorni. “La situazione è stazionaria e i parametri sono nella norma- ha detto Aloj- la prognosi resta riservata”.

LE ACCUSE

La fuga di Salvatore Ocone, iniziata da Paupisi, in provincia di Benevento, era terminata ieri nel tardo pomeriggio di ieri martedì 30 settembre, nei pressi di Ferrazzano (Campobasso): l’uomo è stato portato nel carcere di Campobasso, gli vengono contestati i reati di duplice omicidio pluriaggravato, tentato omicidio pluriaggravato e sequestro di persona. L’ipotesi che si fa strada è che l’uomo possa aver aggredito i figli subito dopo aver ucciso la moglie per poi portarli con sé nella sua fuga.

Dire

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