Politica

Il volto grandioso della generosità italiana e il volto oscuro della corruzione

di Gianfranco Piazzolla (*)

Un paese bellissimo, il migliore modo di definire l’Italia.

Con quasi il 60 per cento  del totale monumentale mondiale dagli etruschi ai Romani  per poi rifiorire nel rinascimento  dopo il buio della caduta dell’impero romano e del medioevo dando i natali ai più grandi artisti del mondo.

Un paese che nelle tragedie, nei terremoti e nelle più oscure disgrazie ha dato esempio a tutto il mondo, tramite i cittadini comuni, di ciò che è capace nell’unirsi a aiutare coloro che venivano colpiti da tutto ciò.

Il popolo ha dato esempio di solidità, unione e fratellanza proprio dopo i più grandi terremoti, non ultimo quello del cratere reatino e marchigiano con centinaia di milioni di donazioni e beni di prima necessità.

Nulla a che vedere con l’azione della pubblica amministrazione che, come al solito e come nei precedenti disastri naturali, ha dato assai poco e molto molto meno dei cittadini stessi.

Tante tante tasse che poi non ritornano in servizi, in sanità, nelle infrastrutture, nella cultura, nella scuola e nelle emergenze.

E i cittadini con la loro generosità e solidarietà danno anche un poco che per loro è tanto.

Lo abbiamo visto nei disastri naturali ricordando anche il popolo emiliano che nel terremoto di qualche anno fa si sono messi a ricostruire e fare ciò che normalmente dovrebbe fare lo stato con i soldi dei contribuenti.

Ebbene si, in Italia c’è ancora tanto di buono anche se il paese sta collassando inesorabilmente a livello economico, sociale, sanitario tanto per citarne i maggiori punti deboli del paese.

Poi c’è l’altra parte, l’altro volto quello degli affaristi, della corruzione che ha imperato più negli ultimi trenta anni piuttosto che negli anni precedenti, nonostante siano state introdotte norme che poco hanno fatto in tal senso, pur mettendo barriere nell’intermediato e ponendo controlli esterni.

Una distorsione dei meccanismi di mercato a ricaduta sulla collettività, un fenomeno socio culturale che investe valori culturali, il senso civico, il senso dello stato.

Una pratica già iniziata ai tempi dei Romani e rafforzata come mai con le dominazioni spagnole, non a caso i paesi latini e di origine latina cadono maggiormente nella cultura del malaffare.

E In Italia purtroppo l’indice della percezione della corruzione è a circa il 54 per cento.

Vediamo continuamente tramite i media ciò che succede in giro per il paese con scandali quasi costanti nel tempo,  quasi sempre motivo  di indagine da parte della magistratura e che sfociano nel 70 per cento dei casi in condanne e restrizioni.

Facciamo un paragone con il Nord Europa.

Perché lassù la corruzione è quasi assente? Perché il senso civico verso il bene collettivo è sacro?

Questione di storia, di cultura, di modi di vivere, di valori e di rispetto verso il prossimo.

Purtroppo per questo abbiamo tanto ancora da fare ma se proprio dai poteri forti nasce quasi sempre questo oscuro fenomeno, le speranze di migliorare sono assai poco e se vorremo fare un passo da giganti dovremmo investire tanto di più nell’istruzione e nella cultura, proprio come i virtuosi popoli del nord Europa.

 

(*)Presidente Confimprese Viterbo

Giunta esecutiva  nazionale Confimprese Italia

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