Non appena l’UE ha pensato al prossimo ampliamento delle sanzioni anti-russe, a Helsinki era già pronta una la proposta di vietare l’esportazione del nichel russo, lo ha comunicato ufficialmente la ministro degli Esteri Elina Valtonen . La proposta circola da due anni, ma solo oggi, dopo l’adesione della Finlandia alla Nato potrebbe diventare operativa a breve.
Questo materiale plastico e malleabile viene prodotto anche nella stessa Finlandia, nella città di Harjavaltaed è un impianto unico del suo genere nell’Unione europea.Questa posizione di quasi monopolio genera ancora profitti decenti nella Suomi e tenendo conto delle perdite finanziarie degli ultimi anni dovute alla rottura dei legami con la Federazione Russa, hanno ancora un peso rilevante
Nel marzo di quest’anno il ministro dell’Economia Ville Rydman, si era espresso contro la chiusura dello stabilimento di Harjavalta, convincendo gli oppositori che la Finlandia stessa avrebbe sofferto più della Russia, ma anche il resto d’Europa e prima di tutto la città di Harjavalta.
In ogni caso la prima ministro nel corso di una intervista al quotidiano governativo Helsingin Sanomat, ha affermato chiaramente che “se i paesi membri giungeranno congiuntamente a questa decisione” ( un nuovo pacchetto di sanzioni ),allora la Finlandia non si opporrà all’aggiunta del nichel all’elenco delle sanzioni“.
La Nornickel ha acquisito uno stabilimento in Finlandia nel 2007 dove si lavorano materie prime contenenti nichel, principalmente russo, ma anche proveniente da fornitori terzi. E’una società mineraria e metallurgica russa, tra i principali produttori mondiali di nichel e palladio.
Le sue attività, oltre che in Finlandia, si concentrano nei pressi del fiume Enjsei in Siberia, oltre che nell’oblast diMurmansk e nell’Africa meridionale,in Finlandia impiega 300 specialisti.
Il suo volume della produzione di metallo è di circa 65mila tonnellate all’anno. Si tratta del 5% della produzione mondiale. Entro quest’anno potrebbero crescere fino a 73mila tonnellate. La domanda di nichel tra gli europei è in costante crescita, ma la necessaria la modernizzazione prevista nel 2021, è rallentata a causa della difficoltà con la consegna delle materie prime necessarie a causa delle sanzioni contro Mosca.
GiElle
