Economia e Lavoro

Mancati approvvigionamenti energetici, chi pagherà la crisi?

di Alessandro Volpi (*)

Perché la recessione sarà pesante e serve la politica per evitare l’immiserimento della popolazione. In questo momento molti dei gasdotti e degli oleodotti utilizzati negli ultimi decenni in Europa sono chiusi: l’approvvigionamento via terra passa dalla Norvegia, dall’Azerbaijan e dall’Algeria, che sono naturalmente oggetto di contesa fra i vari paesi del Vecchio Continente. A questa insufficienza si sta provando a far fronte con il trasporto marittimo che è però difficilissimo per tre ragioni. La prima è la scarsità assoluta di navi da trasporto, la seconda è la difficoltà estrema a trovare chi assicura quelle navi e la terza, più importante, è costituita dalle pochissime rotte aperte.

In pratica l’unica veramente sicura è quella Atlantica che, naturalmente rende l’Europa ancora più dipendente dagli Stati Uniti ma che sconta, peraltro, le difficoltà di trasporto interno all’Europa stessa. Hormuz è chiuso, Yemen-Gibuti ridottissimo, Suez ridotto, Panama in difficoltà e Malacca intasatissimo. In queste condizioni, di reale mancanza di approvvigionamenti, avremo una crisi durissima che non può essere fatta pagare ancora una volta ai redditi medio bassi. Dunque occorre smettere di inseguire l’austerità dei vincoli europei, bisogna favorire l’utilizzo delle rinnovabili, a partire dal disaccoppiamento dei prezzi dal gas, e creare un piano di finanziamenti europei con un massiccio debito comune per accelerare la transizione ecologica e per sostenere i sistemi di Welfare.

È necessario parimenti introdurre forme di tassazione che colpiscano la speculazione finanziaria e soprattutto restituiscano progressività al fisco, a cominciare da una imposta sui grandi patrimoni finanziari. Nel frattempo occorre comprare energia dove è possibile farlo ai prezzi più bassi, senza ipocriti doppi standard. Senza tutto questo avremo una crisi drammatica che non ammette più narrazioni fasulle e le ricette di un neoliberalismo usurato.

(*) Docente Storia contemporanea Università di Pisa

Related posts

Bonomi (Confindustria): “Bene mettere tutte le risorse del Nadef sull’energia. Serve riforma complessiva delle pensioni”

Redazione Ore 12

Entrate tributarie internazionali, in vetta il gettito dell’Irlanda

Redazione Ore 12

Competitività globale, l’Italia e le sue imprese nel nuovo scenario internazionale. Lo Studio Confindustria Luiss

Redazione Ore 12